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ASPIRINE cpr croquer 500 mg

Bayer (Schweiz) AG

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Aspirina®

Bayer (Schweiz) AG

Composizione

Principi attivi

Acidum acetylsalicylicum.

Sostanze ausiliarie

Compressa masticabile: Mannitolum (E 421), amylum maydis, calcii stearas, magnesii subcarbonas ponderosum, amylum pregelificatum, acidum citricum, acidum ascorbicum, carmellosum natricum, natrii carbonas, aroma (aurantia, mandarina cum ethanolum, aroma secco cum fructosum et sulfuris dioxidum (E 220)), aspartamum (E 951) 16,5 mg/compressa, flavum auranticum (E 110) 3,5 mg/compressa.

1 compressa masticabile contiene 16 mg di sodio.

Granulato: Mannitolum (E 421), natrii hydrogenocarbonas, natrii dihydrogenocitras, acidum ascorbicum, aromatica (cola, aurantia), acidum citricum, aspartamum (E 951) 5 mg/bustina.

1 bustina contiene 19 mg di sodio.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

1 compressa masticabile/1 bustina con granulato contiene 500 mg di acido acetilsalicilico (AAS).

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Trattamento di dolori acuti da lievi a moderati (cefalea, mal di denti, dolori articolari e legamentosi, mal di schiena).

Trattamento sintomatico di febbre e/o dolori nelle malattie da raffreddamento. Adolescenti a partire dai 12 anni: solo su prescrizione medica e solo come terapia di seconda scelta (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Nell'automedicazione Aspirina Compresse masticabili e Granulato è omologato per il trattamento a breve termine per una durata massima di 3 giorni.

Posologia/Impiego

Adulti e adolescenti a partire da 12 anni e di peso superiore a 40 kg:

Dose singola: 1-2 compresse o bustine.

Dose massima giornaliera: fino a 6 compresse o bustine.

Intervallo di applicazione abituale: 4-8 ore.

Masticare le compresse masticabili in bocca e deglutire con o senza acqua.

Versare Aspirina Granulato direttamente in bocca sulla lingua. Il granulato si scioglie con la saliva e può poi essere deglutito. Se lo si desidera, è possibile bere un po' di liquido dopo l'assunzione che non deve avvenire a stomaco vuoto.

L'uso di Aspirina Compresse masticabili e Granulato non è indicato nei bambini di età inferiore a 12 anni.

Controindicazioni

  • Ipersensibilità all'acido acetilsalicilico, ad altri salicilati o a una delle sostanze ausiliarie secondo la composizione.
  • Anamnesi di broncospasmo, orticaria o sintomi pseudoallergici a seguito dell'assunzione di acido acetilsalicilico o altri antinfiammatori non steroidei.
  • Ulcera gastrica e/o duodenale attiva o sanguinamento gastrointestinale.
  • Malattie intestinali infiammatorie (per es. morbo di Crohn, colite ulcerosa).
  • Diatesi emorragica.
  • Gravi disfunzioni epatiche (cirrosi epatica e ascite).
  • Insufficienza renale grave (clearance della creatinina <30 ml/min).
  • Insufficienza cardiaca grave (NYHA III-IV).
  • Combinazione con metotrexato in dosi pari o superiori a 15 mg alla settimana (cfr. rubrica «Interazioni»).
  • trattamento del dolore postoperatorio dopo un intervento di bypass coronarico (o impiego di una macchina cuore-polmone).
  • Ultimo trimestre di gravidanza (cfr. rubrica «Gravidanza/allattamento»).

Avvertenze e misure precauzionali

La biodisponibilità di questo preparato non è stata studiata a sufficienza per consentire di usarlo a dosi più elevate come antinfiammatorio.

Durante il trattamento con antireumatici non steroidei (FANS), indipendentemente dal fatto che siano o meno inibitori selettivi della COX-2, possono manifestarsi in qualsiasi momento ulcere, emorragie o perforazioni gastrointestinali, anche senza sintomi premonitori o segni anamnestici. Per ridurre questo rischio, nella terapia si dovrebbe somministrare la più piccola dose efficace per il più breve tempo possibile.

Gli effetti renali dei FANS comprendono la ritenzione idrica con edemi e/o ipertensione arteriosa. Per questo motivo, nei pazienti con disturbi della funzionalità cardiaca e altre condizioni che favoriscono la ritenzione idrica si deve usare l'acido acetilsalicilico solo con cautela. L'acido acetilsalicilico a basso dosaggio riduce l'eliminazione di acido urico. Nei pazienti in cui l'eliminazione di acido urico è già tendenzialmente ridotta, questa situazione può eventualmente scatenare un attacco di gotta. È richiesta cautela anche nei pazienti che assumono in concomitanza diuretici o ACE-inibitori, nonché in presenza di un aumentato rischio di ipovolemia.

Nelle situazioni seguenti deve essere usata cautela, e Aspirina va assunto esclusivamente su prescrizione medica e sotto sorveglianza medica:

  • Nei pazienti in età avanzata va usata cautela per considerazioni di ordine fondamentalmente medico. Nei pazienti anziani infermi o in quelli con un basso peso corporeo si raccomanda soprattutto di usare il dosaggio minimo efficace.
  • In caso di asma bronchiale o generale tendenza all'ipersensibilità; l'acido acetilsalicilico può favorire il broncospasmo e gli attacchi di asma o scatenare altre reazioni di ipersensibilità. I fattori di rischio sono l'asma preesistente, il raffreddore da fieno, i polipi nasali o le malattie croniche delle vie respiratorie. La stessa considerazione vale per i pazienti che presentano reazioni allergiche ad altre sostanze (per es. reazioni cutanee, prurito od orticaria).
  • In presenza di disturbi gastrici o duodenali cronici o recidivanti.
  • In caso di terapia concomitante con medicamenti anticoagulanti.
  • Nei pazienti con riduzione della funzionalità renale o cardiocircolatoria (per es. vasculopatia renale, insufficienza cardiaca congestizia, ipovolemia, interventi chirurgici maggiori, setticemia o emorragie maggiori), perché l'acido acetilsalicilico potrebbe aumentare il rischio di riduzione della funzionalità renale o di insufficienza renale acuta.
  • In presenza di riduzione della funzionalità epatica.
  • Nei pazienti con deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD), poiché l'acido acetilsalicilico potrebbe indurre emolisi o anemia emolitica. I fattori che aumentano questo rischio sono per es. i dosaggi elevati, la febbre o le infezioni acute.
  • Nelle situazioni con rischio emorragico aumentato (per es. mestruazioni o ferite). A causa dell'inibizione dell'aggregazione piastrinica e del prolungamento del tempo di sanguinamento, che persistono per diversi giorni dopo l'assunzione dell'acido acetilsalicilico, può aumentare la tendenza emorragica, soprattutto durante e anche dopo interventi chirurgici (anche in caso di interventi minori come per es. le avulsioni dentarie).

Gli adolescenti a partire dai 12 anni possono assumere Aspirina in caso di febbre e/o di malattie virali esclusivamente su prescrizione medica e solo come terapia di seconda scelta (a causa della possibilità di insorgenza della sindrome di Reye, un'encefalopatia potenzialmente letale i cui sintomi principali sono vomito violento, disturbi dello stato di coscienza e disturbi della funzionalità epatica).

È necessario avvertire il paziente che gli analgesici non devono essere assunti costantemente per periodi di tempo prolungati senza prescrizione medica. In caso di dolori persistenti sono necessari accertamenti medici.

L'assunzione prolungata di analgesici, specialmente quando si associano diversi principi attivi analgesici, può provocare danni renali permanenti con rischio di insufficienza renale (nefropatia da analgesici).

Sindrome di Kounis

Nei pazienti trattati con FANS sono stati riportati casi di sindrome di Kounis. La sindrome di Kounis si manifesta con sintomi cardiovascolari secondari a una reazione allergica o a una reazione da ipersensibilità con restringimento delle arterie coronarie e può potenzialmente causare un infarto miocardico.

Reazioni cutanee

Durante la terapia con FANS, molto raramente sono state reazioni cutanee gravi, alcune con esito letale, incluse dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell) nonché reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) (cfr. «Effetti indesiderati»). Il rischio che questa reazione si verifichi sembra essere massimo all'inizio del trattamento, e nella maggior parte dei casi queste reazioni si manifestano entro un mese dall'inizio della terapia. Aspirina Compresse masticabili e Aspirina Granulato deve essere interrotto alla prima comparsa di eruzione cutanea, alterazioni della mucosa o altri segni di una reazione di ipersensibilità.

Il paziente deve essere informato che in caso di assunzione cronica di analgesici può insorgere cefalea. Questa condizione può indurre a ripetere l'assunzione di analgesici e, quindi, a far persistere la cefalea (cosiddetto mal di testa da analgesici).

Aspirina Compresse masticabili e Aspirina Granulato: In presenza della malattia metabolica ereditaria fenilchetonuria occorre tenere presente che questi medicamenti contengono l'edulcolorante aspartame (16,5 mg/compressa o 50 mg/bustina).

Aspirina Compresse masticabili contiene 16 mg di sodio e Aspirina Granulato contiene 19 mg di sodio. Entrambe le forme farmaceutiche contengono meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa masticabile o granulato, cioè sono essenzialmente «senza sodio».

Aspirina Compresse masticabili contiene il colorante azoico giallo tramonto FCF (E 110). E 110 può causare reazioni allergiche.

Aspirina Compressa masticabile contiene fruttosio. L'effetto additivo della co-somministrazione di medicinali contenenti fruttosio (o sorbitolo) e l'assunzione di fruttosio (o sorbitolo) con la dieta deve essere considerato. Il fruttosio può danneggiare i denti.

Aspirina Compresse masticabili contiene zolfo diossido (E 220). Raramente può causare gravi reazioni di ipersensibilità e broncospasmo.

Aspirina Compresse masticabili contiene piccole quantità di etanolo (alcol) nell'aroma. La piccola quantità di alcol in questo medicamento non produrrà effetti rilevanti.

Interazioni

Combinazioni controindicate

  • Metotrexato a dosi pari o superiori a 15 mg/settimana: aumento della tossicità del metotrexato (in genere i principi attivi antinfiammatori riducono l'eliminazione del metotrexato e i salicilati lo spostano dal suo legame con le proteine del plasma), cfr. rubrica «Controindicazioni».

Combinazioni che richiedono particolare cautela:

  • Metotrexato a dosi inferiori a 15 mg alla settimana: aumento della tossicità del metotrexato (in genere i principi attivi antinfiammatori riducono l'eliminazione del metotrexato e i salicilati lo spostano dal suo legame con le proteine plasmatiche).
  • Antidiabetici (per es. insulina, sulfoniluree): la glicemia può diminuire.
  • Potenziamento dell'effetto di anticoagulanti/antiaggreganti piastrinici, barbiturici, litio, sulfonamidi e triiodotironina.
  • Antiaggreganti piastrinici, per es. clopidogrel: rischio di emorragie aumentato.
  • Possono manifestarsi interazioni farmacodinamiche tra gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) e l'acido acetilsalicilico: rischio di emorragie aumentato a causa di effetti sinergici.
  • Aumento della concentrazione plasmatica della digossina, causato dalla riduzione della sua eliminazione renale.
  • Aumento della concentrazione plasmatica di fenitoina e valproato. L'AAS causa il rilascio dell'acido valproico legato alle proteine sieriche e una riduzione del suo metabolismo. Questo effetto fa aumentare le concentrazioni plasmatiche del valproato con la possibilità che aumenti l'incidenza di effetti indesiderati, fino a un'intossicazione caratterizzata da sintomi quali tremore, nistagmo, atassia e alterazioni della personalità.
  • Potenziamento di effetti desiderati ed effetti indesiderati di tutti gli antinfiammatori non steroidei.
  • Antipertensivi (ACE inibitori e β-bloccanti): negli ipertesi in terapia con questi medicamenti e acido acetilsalicilico si deve monitorare strettamente la pressione arteriosa ed eventualmente adeguare i dosaggi dei medicamenti.
  • Diuretici in combinazione con acido acetilsalicilico a dosi più elevate: riduzione dell'effetto diuretico.
  • Riduzione dell'effetto degli uricosurici (per es. probenecid, sulfinpirazone)
  • Glucocorticoidi sistemici: aumento del rischio di ulcere ed emorragie gastrointestinali; riduzione della concentrazione ematica di salicilati durante la terapia con cortisone, rischio di un sovradosaggio di salicilati dopo il termine del trattamento con glucocorticoidi.
  • Alcool: aumento del rischio di ulcere ed emorragie gastrointestinali; aumento del tempo di sanguinamento.
  • Prolungamento dell'emivita plasmatica delle penicilline.

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

L'inibizione della sintesi delle prostaglandine può influire negativamente sulla gravidanza e/o sullo sviluppo embrio-fetale. I dati degli studi epidemiologici indicano un aumento del rischio di aborti, malformazioni cardiache e gastroschisi dopo uso di un inibitore delle prostaglandine nella prima fase della gravidanza. Si ritiene che il rischio aumenti con la dose e la durata della terapia.

Negli studi sugli animali è stato dimostrato che la somministrazione di un inibitore delle prostaglandine causa un aumento della perdita pre- e postimpianto e letalità embrio-fetale. Inoltre sono stati segnalati aumenti dell'incidenza di diverse malformazioni, incluse malformazioni cardiovascolari, in animali che hanno ricevuto un inibitore della sintesi delle prostaglandine durante la fase di organogenesi.

Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza l'acido acetilsalicilico va somministrato solo se assolutamente necessario. Se si usa acido acetilsalicilico in una donna che ha intenzione di iniziare una gravidanza o si trova nel primo o nel secondo trimestre di gravidanza, si deve usare la più piccola dose possibile per la più breve durata del trattamento.

Oligoidramnios / insufficienza renale neonatale / restringimento del dotto arterioso

L'assunzione di FANS, alla 20a settimana di gestazione o più tardi, può portare a disfunzioni renali fetali che possono causare oligoidramnios e, in certi casi, insufficienza renale neonatale. Questi effetti indesiderati si manifestano mediamente dopo giorni o settimane di trattamento, nonostante rare segnalazioni di oligoidramnios già 48 ore dopo l'inizio del trattamento con FANS. Spesso, ma non sempre, l'oligoidramnios è reversibile con l'interruzione del trattamento. Le complicazioni di una condizione prolungata di oligoidramnios possono includere ad es. contratture degli arti e ritardo della maturazione polmonare. Nell'esperienza post-marketing, in alcuni casi di compromissione renale neonatale sono state necessarie procedure invasive come exsanguinotrasfusione o dialisi.

Inoltre, dopo il trattamento nel secondo trimestre è stata segnalata una stenosi del dotto arterioso, che nella maggior parte dei casi si è risolta dopo l'interruzione del trattamento.

Prendere in considerazione il monitoraggio ecografico del liquido amniotico e del cuore fetale se il trattamento con Aspirina Compresse masticabili e Aspirina Granulato dura più di 48 ore. Interrompere Aspirina Compresse masticabili e Aspirina Granulato se si verifica oligoidramnios o un restringimento del dotto arterioso e avviare un monitoraggio secondo la pratica clinica.

Durante il terzo trimestre di gravidanza l'acido acetilsalicilico è controindicato. Tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandina possono:

  • esporre il feto ai rischi seguenti:
    • tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare)
    • disturbi della funzionalità renale che possono evolvere in insufficienza renale con oligoidramnios
  • esporre il bambino e la madre ai seguenti rischi:
    • possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, un effetto di inibizione dell'aggregazione piastrinica che può manifestarsi anche a dosi molto basse
    • inibizione delle contrazioni uterine, con conseguente ritardo o prolungamento del parto.

Allattamento

I salicilati passano nel latte materno. Pertanto, in via precauzionale l'acido acetilsalicilico non deve essere assunto dalle donne che allattano al seno. Se il trattamento è indispensabile, occorre effettuare il passaggio all'alimentazione artificiale nel lattante.

Fertilità

L'uso dell'acido acetilsalicilico può compromettere la fertilità femminile e, quindi, non viene raccomandato nelle donne che intendono iniziare una gravidanza. Nelle donne che hanno difficoltà a iniziare una gravidanza o che vengono sottoposte a esami per l'infertilità si deve considerare la possibilità di interrompere la somministrazione di acido acetilsalicilico.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Aspirina non ha alcun effetto dimostrato sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine.

Effetti indesiderati

Le frequenze sono definite come segue:

Molto comune: ≥1/10.

Comune: ≥1/100, <1/10.

Non comune: ≥1/1'000, <1/100.

Raro: ≥1/10'000, <1/1'000.

Molto raro: <1/10 000.

Inoltre, in segnalazioni spontanee su tutte le formulazioni dell'acido acetilsalicilico, compresi i trattamenti di breve e lunga durata per via orale, sono stati riferiti ulteriori effetti indesiderati; di questi casi non è però possibile indicare la frequenza. («non nota»: non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Patologie del sistema emolinfopoietico:

Prolungamento del tempo di sanguinamento.

Raro: trombocitopenia, agranulocitosi, pancitopenia, leucopenia, anemia aplastica, anemia sideropenica.

Sono state riportate emolisi e anemia emolitica in pazienti con deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD).

L'acido acetilsalicilico può aumentare il rischio emorragico, perché inibisce le piastrine. Sono state osservate emorragie quali emorragie perioperatorie, ematomi, epistassi, sanguinamenti urogenitali, sanguinamenti gengivali.

In casi rari o molto rari sono state segnalate anche emorragie gravi (per es. emorragie gastrointestinali ed emorragie cerebrali, soprattutto in pazienti con ipertensione arteriosa non controllata e/o in trattamento concomitante con anticoagulanti, che in singoli casi possono essere potenzialmente fatali.

Disturbi del sistema immunitario

Non comune: manifestazione di asma.

Raro: reazioni di ipersensibilità sotto forma di manifestazioni cutanee eritematose/eczematose, orticaria, rinite, congestione nasale, broncospasmo, edema angioneurotico, abbassamento di pressione arteriosa fino allo shock.

Raro: reazioni cutanee gravi fino a eritema essudativo multiforme, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell).

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Raro: ipoglicemia, disturbi dell'equilibrio acido-base.

Patologie del sistema nervoso

Raro: cefalea, capogiro, tinnito, disturbi visivi, ipoacusia, stati confusionali.

Patologie cardiache

Non nota: sindrome di Kounis.

Patologie gastrointestinali

Molto comune: microemorragie (70%).

Comune: disturbi gastrici.

Non comune: dispepsia, nausea, vomito, diarrea.

Raro: emorragie gastrointestinali, ulcere gastrointestinali, che in casi molto rari possono portare a perforazione.

Non nota: formazione di strutture diaframma-simili a livello intestinale, soprattutto in caso di uso a lungo termine.

Patologie epatobiliari

Raro: disturbi della funzionalità epatica.

Molto raro: aumento delle transaminasi.

Malattia della pelle e del tessuto sottocutaneo

Non nota: reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS).

Disfunzioni renali e delle vie urinarie efferenti

Raro: disturbi della funzionalità renale.

Sono stati riportati casi di insufficienza renale acuta.

Altro

Molto raro: sindrome di Reye (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Nelle persone anziane e soprattutto nei bambini piccoli è possibile l'insorgenza di un'intossicazione (in questi pazienti i sovradosaggi terapeutici o le intossicazioni accidentali possono avere esito letale). I sintomi di un'intossicazione grave possono manifestarsi in acuto o anche lentamente (ovvero nell'arco di 12-24 ore dopo l'assunzione). Dopo assunzione orale di una dose fino a 150 mg di AAS/kg di peso corporeo sono possibili intossicazioni lievi, mentre con dosi > 300 mg/kg di peso corporeo le intossicazioni possono essere gravi.

L'assorbimento dell'acido acetilsalicilico può essere ritardato dal rallentamento dello svuotamento gastrico, dalla formazione di concrementi nello stomaco o dai rivestimenti gastroresistenti.

La gravità dell'intossicazione non può essere stimata unicamente sulla base delle concentrazioni plasmatiche. È necessario uno stretto monitoraggio mediante emogasanalisi (ABGA) arteriosa, poiché la terapia non si basa sul livello di acido acetilsalicilico bensì sulla sintomatologia clinica e sull'ABGA.

Sintomi:

cefalea, nausea, vomito, ipoglicemia o iperglicemia, eruzioni cutanee, capogiro, tinnito, disturbi della vista e dell'udito, tremore, stati confusionali, ipertermia, sudorazione, iperventilazione, alcalosi respiratoria con compenso metabolico virante in acidosi metabolica, disturbi dell'equilibrio elettrolitico, essiccosi, convulsioni, coma, insufficienza respiratoria, disritmie cardiache.

I sintomi di un'intossicazione cronica da salicilati non sono specifici (ad es. tinnito, cefalea, eccitazione, sudorazione, iperventilazione) e pertanto possono sfuggire all'osservazione.

Terapia:

Considerata la situazione potenzialmente letale in caso di intossicazione grave, si devono adottare senza indugio le misure necessarie: immediato ricovero in ospedale, eliminazione o riduzione dell'assorbimento mediante somministrazione frazionata di carbone attivo nelle prime 4 ore (il peso del carbone deve essere pari a 10 volte quello dell'acido acetilsalicilico), lavanda gastrica in caso di intossicazione massiva o rimozione delle compresse per via gastroscopica.

Controllare e correggere i valori degli elettroliti. Somministrare glucosio. Impiego tempestivo di bicarbonato di sodio per correggere l'acidosi e per favorire l'eliminazione (pH dell'urina >8), buona diuresi, raffreddare in caso di ipertermia, benzodiazepine in presenza di convulsioni.

Eventuale ricorso all'emodialisi in caso di intossicazione grave.

È stato descritto un caso di scompenso con conseguenze fatali a seguito di intubazione. Pertanto, se possibile, si deve prima avviare l'alcalinizzazione e quindi procedere all'intubazione, minimizzando il tempo di apnea e assicurandosi di mantenere l'iperventilazione.

Informazioni dettagliate sulla terapia possono essere richieste a Tox Info Suisse.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

N02BA01

Meccanismo d'azione

L'acido acetilsalicilico (AAS) è l'estere acetico dell'acido salicilico ed essendo un salicilato fa parte del gruppo dei farmaci analgesici/antinfiammatori non steroidei acidi.

L'acido acetilsalicilico mostra proprietà analgesiche, antipiretiche e antinfiammatorie.

L'effetto analgesico periferico è dovuto all'inibizione della ciclossigenasi, che a sua volta inibisce la sintesi delle prostaglandine (E2 e I2), ossia di quelle molecole coinvolte nell'insorgenza del dolore.

Questo stesso meccanismo è all'origine dell'inibizione dell'aggregazione piastrinica e dell'effetto ulcerogeno, della ritenzione di sodio e acqua, nonché delle reazioni broncospastiche (tutti possibili effetti indesiderati).

L'effetto antipiretico è dovuto all'azione centrale sul centro termoregolatore ipotalamico, che causa la dilatazione periferica dei vasi sanguigni con conseguente sudorazione e dispersione di calore. L'effetto centrale comprende probabilmente anche un'inibizione della sintesi delle prostaglandine, responsabili della trasmissione dell'effetto dei pirogeni endogeni nell'ipotalamo.

Farmacodinamica

Cfr. «Meccanismo d'azione».

Efficacia clinica

Cfr. «Meccanismo d'azione».

Farmacocinetica

Assorbimento

Dopo somministrazione orale, l'acido acetilsalicilico viene assorbito rapidamente e completamente nel tratto gastrointestinale. Durante e dopo l'assorbimento, l'acido acetilsalicilico viene convertito nel principale metabolita attivo acido salicilico.

Per Aspirina Compresse masticabili, dopo una singola dose orale di 1000 mg sono state raggiunte concentrazioni plasmatiche massime di 13,5 µg/ml (Cmax) in 0,3 ore (tmax) per l'acido acetilsalicilico o 42,1 µg/ml (Cmax) in 60 ore (tmax) per l'acido salicilico.

Per Aspirina Granulato, dopo una singola dose orale di 500 mg sono state raggiunte concentrazioni plasmatiche massime di 5,34 µg/ml (Cmax) in 0,33 ore (tmax) per l'acido acetilsalicilico o 21,5 µg/ml (Cmax) in 1,5 ore (tmax) per l'acido salicilico.

Distribuzione

L'acido salicilico libero si distribuisce rapidamente in tutti i tessuti e compartimenti liquidi (liquido sinoviale, spinale, peritoneale).

Il volume di distribuzione dipende dalla dose e dal pH ed è pari a 0,1-0,2 l/kg. Con il dosaggio clinico abituale l'acido salicilico è per il 60-90% legato alle proteine plasmatiche, soprattutto all'albumina; la biodisponibilità è pari all'80-100%.

L'acido salicilico passa nel latte materno e attraversa la placenta.

Concentrazioni efficaci ottimali nel plasma: l'AAS sviluppa le sue proprietà analgesiche e antipiretiche a una concentrazione plasmatica di salicilato inferiore a 100 mg/l.

Metabolismo

L'AAS viene degradato con scissione dell'estere già nello stomaco, nella parete intestinale e nel primo passaggio attraverso il fegato («first-pass-effect») poco dopo l'assorbimento, per cui ha un'emivita relativamente breve (circa 15 minuti). La biotrasformazione dell'acido acetilsalicilico avviene soprattutto nel fegato. Grazie al legame dell'acido salicilico alla glicina si forma l'acido salicilurico, che viene trasformato ulteriormente mediante coniugazione con l'acido glucuronico o l'acido solforico. L'emivita plasmatica dell'acido salicilico dopo assunzione di basse dosi (<2-3 g al giorno) è pari a 2-3 ore, mentre dopo somministrazione di >3,0 g è di 15-30 ore.

Eliminazione

L'eliminazione avviene in pratica completamente per via renale come acido salicilico (ca. 10%), acido salicilurico (ca. 75%) e come coniugati dell'acido salicilurico (ca. 10%).

Per la parte relativa ai metaboliti escreti per via renale ha un ruolo particolarmente importante, oltre alla dose, anche il valore di pH dell'urina. Per contro, l'AAS tamponato aumenta il pH urinario in ambiente basico e converte l'acido salicilico in salicilato dissociato che non viene più riassorbito.

Dopo assunzione di AAS non tamponato alcuni medicamenti gastrici (antiacidi) possono interferire con i livelli plasmatici di salicilato continui e sufficientemente elevati, necessari per determinate indicazioni.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Eliminazione in caso di compromissione della funzionalità epatica:

Dato che l'AAS viene metabolizzato prevalentemente nel fegato, si deve prevedere un rallentamento della degradazione dell'AAS in acido salicilico (fenomeno di accumulo).

Eliminazione in caso di compromissione della funzionalità renale:

In caso di insufficienza renale, la velocità di degradazione per l'acido salicilico nel sangue non viene influenzata, ma aumenta la concentrazione di metaboliti inattivi dell'acido salicilico, soprattutto dell'acido salicilico coniugato.

Nei lattanti e nei bambini piccoli il legame alle proteine plasmatiche è ridotto. Inoltre, non si dispone di materiale conoscitivo speciale concernente la farmacocinetica nei bambini e nelle persone anziane.

Dati preclinici

Il profilo di sicurezza preclinico dell'acido acetilsalicilico è ben documentato.

Tossicità per somministrazione ripetuta

Negli studi sperimentali sugli animali, i salicilati non hanno prodotto ulteriori danni organici oltre a quelli renali.

Mutagenicità/cancerogenicità

L'acido acetilsalicilico è stato sottoposto ad approfonditi studi di mutagenicità e cancerogenicità, nei quali non sono state appurate evidenze rilevanti di un eventuale potenziale mutageno o cancerogeno.

Tossicità per la riproduzione

È stato osservato che in una serie di specie animali i salicilati hanno effetti embriotossici e teratogeni (per es. malformazioni cardiache e scheletriche, gastroschisi).

Vi sono anche segnalazioni di disturbi di impianto, effetti embriotossici e fetotossici e compromissione della capacità di apprendimento della prole in caso di assunzione di salicilati durante la gravidanza.

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C) e fuori dalla portata dei bambini.

Proteggere Aspirina Compresse masticabili dall'umidità.

Numero dell'omologazione

49526, 57673 (Swissmedic).

Titolare dell’omologazione

Bayer (Schweiz) AG, 8045 Zurigo.

Stato dell'informazione

Settembre 2024

2058819/11/2024