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TRANSTEC patch mat 35 mcg/h

Grünenthal Pharma AG

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Importanti avvertenze per gli oppioidi:

  • Dipendenza da medicamenti e possibile abuso: in seguito all’uso ripetuto di oppioidi, si può sviluppare una tolleranza e una dipendenza fisica e/o psichica.
  • Depressione respiratoria: nell’uso di oppioidi, sussiste il rischio di depressione respiratoria clinicamente rilevante.
  • Uso concomitante con sostanze ad azione depressiva centrale: l’uso concomitante di oppioidi e benzodiazepine o altre sostanze ad azione depressiva centrale può causare intensa sedazione, depressione respiratoria, coma e morte.
  • Esposizione accidentale: l’uso accidentale di Transtec, soprattutto nei bambini, può causare un sovradosaggio fatale.
  • Sindrome neonatale da sospensione di oppioidi: l’uso prolungato di oppioidi in gravidanza può causare una sindrome neonatale da sospensione di oppioidi, potenzialmente pericolosa per la vita. (Transtec è controindicato durante la gravidanza, vedere la sezione «Controindicazioni»).

Per ulteriori informazioni, consultare la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali».

Transtec®

Grünenthal Pharma AG

È soggetto alla legge federale sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotrope

Composizione

Principi attivi

Buprenorfina.

Sostanze ausiliarie

Matrice adesiva (contenente buprenorfina): oleiloleato, povidone K90, acido levulinico, copolimero reticolato acido acrilico-butilacrilato-(2-etilexil)acrilato-vinilacetato (5:15:75:5) uniti da legami crociati.

Matrice adesiva (senza buprenorfina): Oleiloleato K90, acido levulinico, copolimero non reticolato acido acrilico-butilacrilato-(2-etilexil)acrilato-vinilacetato (5:15:75:5) da legami non crociati.

Pellicola di separazione fra le matrici adesive con/senza buprenorfina: pellicola in poli(etilentereftalato).

Tessuto di copertura (posteriore): tessuto di poli(etilentereftalato).

Pellicola di copertura (anteriore/ricopre la matrice adesiva contenente buprenorfina) (viene rimossa prima dell'uso del cerotto): pellicola in poli(etilentereftalato), siliconata, rivestita in alluminio su un lato.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Cerotto transdermico

Transtec 35 µg/h: (superficie di 25 cm² contenente il principio attivo) contiene 20 mg di buprenorfina (corrispondenti a 35 µg/h di principio attivo rilasciato per 96 ore).

Transtec 52,5 µg/h: (superficie di 37,5 cm² contenente il principio attivo) contiene 30 mg di buprenorfina (corrispondenti a 52,5 µg/h di principio attivo rilasciato per 96 ore).

Transtec 70 µg/h: (superficie di 50 cm² contenente il principio attivo) contiene 40 mg di buprenorfina (corrispondenti a 70 µg/h di principio attivo rilasciato per 96 ore).

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Transtec TTS è indicato nel trattamento del dolore prolungato moderato/severo, in caso di insufficiente efficacia degli analgesici non oppioidi e degli oppioidi deboli.

Posologia/Impiego

In generale, il dosaggio del cerotto Transtec va adeguato all'intensità del dolore e alla sensibilità individuale del paziente. Come per altri analgesici, va cercata la dose analgesica più piccola sufficiente in ciascun singolo caso.

Dose iniziale

I pazienti che non ricevono analgesici ma il cui dolore richiede una terapia con oppioidi, devono ricevere inizialmente Transtec 35 µg/h.

Per consentire la determinazione individuale della dose in un tempo ragionevole, durante la titolazione della dose devono essere resi disponibili adeguati analgesici a rilascio rapido.

Siccome le concentrazioni sieriche, sia nei pazienti non trattati che in quelli già trattati, aumentano lentamente dopo l'applicazione del primo cerotto Transtec, è improbabile una rapida comparsa dell'azione. Una valutazione della riduzione del dolore può, quindi, essere effettuata solo dopo 24 ore.

I medicamenti analgesici utilizzati in precedenza (con l'eccezione degli oppioidi transdermici) vanno somministrati allo stesso dosaggio nelle prime 12 ore dopo il passaggio a Transtec; nelle successive 12 ore si dovranno rendere disponibili appropriati medicamenti aggiuntivi, a seconda del bisogno.

Obiettivi del trattamento e interruzione del trattamento

Prima del trattamento con Transtec, è necessario concordare con il paziente, in conformità con le linee guida di gestione del dolore, una strategia di trattamento comprendente la durata e gli obiettivi del trattamento.

Durante il trattamento, deve sussistere un contatto periodico tra medico e paziente, per valutare la necessità di una continuazione del trattamento, prendere in considerazione una sospensione del medicamento ed eventualmente aggiustare la posologia. Se un paziente non ha più bisogno del trattamento con Transtec, può essere opportuno ridurre gradualmente la dose, per prevenire le manifestazioni da astinenza (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»). Se il controllo del dolore è insufficiente, bisogna considerare la possibilità di una assuefazione (tolleranza) e una progressione della malattia di base (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Transtec non deve essere utilizzato più a lungo del necessario.

Titolazione e terapia di mantenimento

Il cerotto Transtec deve essere sostituito dopo 96 ore (4 giorni) al massimo. In pratica, conviene cambiare il cerotto due volte alla settimana, a intervalli regolari, ad esempio ogni lunedì mattina e ogni giovedì sera. La titolazione della dose va effettuata individualmente fino a raggiungere l'effetto analgesico. Se alla fine del primo periodo di applicazione l'analgesia è insufficiente, la dose può essere aumentata, applicando più di un cerotto Transtec dello stesso dosaggio o passando al cerotto del dosaggio successivo.

Prima di applicare il cerotto Transtec del dosaggio immediatamente superiore, si deve tener conto della quantità totale di oppioidi eventualmente somministrati in aggiunta al precedente cerotto transdermico. Ciò significa che si deve tener conto della quantità totale di oppioidi necessaria e il dosaggio deve essere adeguato di conseguenza.

La somministrazione aggiuntiva di analgesici potenti ad azione rapida per il trattamento del dolore episodico intenso può essere necessaria non solo durante il dosaggio di titolazione, ma anche durante la terapia di mantenimento. Se sono necessarie dosi analgesiche aggiuntive regolari, si può prendere in considerazione il passaggio al cerotto di buprenorfina di dosaggio immediatamente superiore.

Passaggio da un altro analgesico potente a Transtec

Anche nei pazienti che già ricevono un analgesico di livello OMS I (non oppioide) o di livello OMS II (oppioide debolmente efficace), si deve scegliere all'inizio Transtec 35 µg/h. Secondo le raccomandazioni dell'OMS, a seconda della situazione medica generale del paziente, può essere mantenuta l'assunzione di un analgesico non oppioide.

Quando si passa da un analgesico di livello OMS III (oppioide altamente efficace) a Transtec, per ridurre al minimo una lacuna nella somministrazione, si raccomanda di tener conto del precedente trattamento (tipo di principio attivo, tipo di applicazione e dose media giornaliera) nella scelta del dosaggio iniziale del cerotto transdermico.

In generale, si raccomanda di titolare la dose individualmente, iniziando dal cerotto dal dosaggio più piccolo (Transtec 35 µg/h). L'esperienza clinica ha dimostrato che i pazienti precedentemente trattati con dosi giornaliere più elevate di un oppioide potente (nell'ordine di circa 120 mg di morfina somministrata per via orale) possono anche iniziare la terapia con il cerotto di dosaggio immediatamente superiore (Transtec 52,5 µg/h) (vedere anche la rubrica «Proprietà/effetti»).

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

L'intensità e la durata dell'effetto della buprenorfina possono essere aumentate nei pazienti con disturbi della funzionalità epatica. Tali pazienti in trattamento con Transtec vanno, quindi, attentamente monitorati.

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

Siccome la farmacocinetica della buprenorfina non cambia nei pazienti con insufficienza renale, è possibile il suo impiego nei pazienti con insufficienza renale, anche nei pazienti in dialisi.

Pazienti anziani

Non è necessario alcun aggiustamento della dose nei pazienti anziani.

Bambini e adolescenti

Siccome l'uso di Transtec in pazienti di età inferiore ai 18 anni non è stato finora studiato, il suo impiego in questa fascia d'età non è raccomandato.

Modo di somministrazione

Transtec va applicato su aree cutanee non irritate, prive di peli e pianeggianti, preferibilmente sul tronco: parte superiore della schiena, al di sotto della clavicola, sul torace. I peli eventualmente presenti non devono essere rasati, ma eliminati con le forbici. Se necessario, pulire il sito di applicazione con acqua. Non utilizzare sapone né altri detergenti. Prima dell'applicazione, la cute deve essere completamente asciutta. Transtec va applicato subito dopo l'estrazione dalla confezione. Dopo aver rimosso la pellicola protettiva, il cerotto viene premuto con decisione con il palmo della mano sull'area cutanea scelta per 30 secondi. Il cerotto non viene danneggiato con il bagno, la doccia o il nuoto.

Avvisare i pazienti che va sempre evitato il contatto del sito di applicazione del cerotto con fonti di calore dirette esterne (impacchi caldi, coperte elettriche, letti ad acqua riscaldabili, lampade a infrarossi, borse d'acqua calda, sauna, vasche idromassaggio calde ecc.). Il cerotto non va esposto a intensa irradiazione solare.

Il cerotto Transtec deve essere indossato ininterrottamente per un massimo di 96 ore. Dopo aver rimosso il cerotto precedente, si deve applicare un nuovo cerotto Transtec in un'altra posizione. Prima di applicare un nuovo cerotto sulla stessa area cutanea, è necessario effettuare almeno altre 2 applicazioni.

Sospensione di Transtec

Dopo la rimozione del cerotto Transtec, i livelli sierici di buprenorfina scendono in maniera progressiva, per cui l'effetto analgesico viene mantenuto per un certo periodo di tempo. Di questo si deve tener conto se dopo Transtec va somministrato un altro oppioide. In generale, l'oppioide successivo deve essere somministrato dopo almeno 24 ore. Attualmente sono disponibili solo poche informazioni sulla dose iniziale di un oppioide dopo l'interruzione di Transtec.

Controindicazioni

  • Ipersensibilità alla buprenorfina o a una delle sostanze ausiliarie
  • Funzione respiratoria gravemente compromessa
  • Pazienti trattati con MAO-inibitori nelle 2 settimane precedenti
  • Miastenia grave
  • Delirium tremens
  • Gravidanza
  • Transtec non deve essere usato in pazienti dipendenti dagli oppioidi o nella sostituzione farmacologica.

Avvertenze e misure precauzionali

Transtec può essere utilizzato solo con particolare cautela nei pazienti con convulsioni di origine cerebrale, intossicazione alcolica acuta, trauma cranico, shock, disturbi della coscienza di origine sconosciuta e condizioni con aumento della pressione intracranica senza possibilità di ventilazione artificiale.

Prima dell'inizio e durante il trattamento con Transtec, è necessario concordare con il paziente gli obiettivi terapeuticie un piano per la sospensione del trattamento (vedere «Dosaggio e somministrazione»).

Prima e durante il trattamento, il paziente deve essere informato anche sui rischi e sui segni di un disturbo da uso di oppioidi. Se compaiono questi segni, i pazienti devono essere invitati a contattare il proprio medico.

Dipendenza da medicamenti e possibile abuso:

In seguito all'uso ripetuto di oppioidi, si può sviluppare una tolleranza e una dipendenza fisica e/o psichica. Dopo l'uso di oppioidi, può comparire una dipendenza iatrogena. Come altri oppioidi, anche Transtec può essere oggetto di abuso, per cui tutti i pazienti che ricevono oppioidi vanno monitorati alla ricerca dei segni di abuso e dipendenza. I pazienti a rischio aumentato di abuso di oppioidi possono comunque essere trattati adeguatamente con oppioidi, ma devono essere monitorati anche per ricercare i segni di impiego non corretto, abuso o dipendenza. L'uso ripetuto di Transtec può causare un disturbo da uso di oppioidi. L'abuso o l'impiego non corretto intenzionale di Transtec può avere come conseguenza un sovradosaggio e/o la morte. Il rischio di sviluppo di un disturbo da uso di oppioidi è aumentato nei pazienti con presenza di disturbi da uso di sostanze (tra cui i disturbi da uso di alcool) nella storia personale o familiare (genitori, fratelli, sorelle), nei fumatori o nei pazienti con altre malattie psichiche (es. depressione maggiore, disturbi d'ansia e disturbi della personalità) in anamnesi. I pazienti vanno monitorati per individuare i segni di comportamenti di dipendenza (drug-seeking behaviour) (es. richiesta troppo precoce di ripetizione della ricetta). Il monitoraggio comprende anche il controllo di eventuali oppioidi e medicamenti psicoattivi (es. benzodiazepine) concomitanti. Nei pazienti con segni e sintomi di un disturbo da uso di oppioidi, è necessario prendere in considerazione il consulto da parte di uno specialista delle dipendenze.

Depressione respiratoria:

Come con tutti gli oppiacei, sussiste un rischio di depressione respiratoria clinicamente rilevante associata all'uso di Transtec. Se non immediatamente riconosciuta e trattata, una depressione respiratoria può causare arresto respiratorio e morte. Il trattamento della depressione respiratoria comprende, a seconda delle condizioni cliniche del paziente, uno stretto monitoraggio, misure di supporto e la somministrazione di antagonisti degli oppioidi. Una depressione respiratoria grave, pericolosa per la vita o fatale può comparire in qualsiasi momento della terapia; il rischio maggiore sussiste all'inizio della terapia o dopo un aumento della posologia.

Disturbi della respirazione correlati al sonno

Gli oppioidi possono causare disturbi della respirazione correlati al sonno, tra cui l'apnea centrale del sonno (CSA) e l'ipossiemia correlata al sonno. L'impiego di oppioidi è accompagnato da un aumento dose-dipendente del rischio di apnea centrale del sonno. Nei pazienti con apnea centrale del sonno, deve essere presa in considerazione la riduzione del dosaggio totale di oppioidi. Uso concomitante con sostanze ad azione depressiva centrale.

Uso concomitante con sostanze ad azione depressiva centrale

L'uso concomitante di oppioidi e benzodiazepine o altre sostanze ad azione depressiva centrale può causare intensa sedazione, depressione respiratoria, coma e morte. A causa di questi rischi, gli oppioidi e le benzodiazepine o altri medicamenti ad azione depressiva centrale possono essere somministrati in concomitanza solo nei pazienti per i quali non sono praticabili altri trattamenti. Se si decide di prescrivere Transtec assieme a benzodiazepine o ad altri medicamenti ad azione depressiva centrale, si devono scegliere le dosi efficaci più basse per la minima durata possibile del medicamento concomitante. I pazienti vanno monitorati con attenzione per riconoscere l'eventuale comparsa di segni e sintomi di depressione respiratoria e sedazione (cfr. la rubrica «Interazioni»).

Uso concomitante con oppioidi:

La buprenorfina può innescare reazioni da astinenza nei pazienti che utilizzano contemporaneamente oppioidi (soprattutto metadone ed eroina) a scopo non terapeutico o in trattamento sostitutivo, a causa delle sue proprietà antagoniste.

Febbre

Teoricamente, la febbre e l'applicazione esterna di calore possono aumentare le concentrazioni plasmatiche di buprenorfina, a causa di una possibile maggiore permeabilità cutanea. Pertanto, i pazienti con febbre che indossano un cerotto Transtec devono essere monitorati, per riconoscere un aumento degli effetti collaterali degli oppioidi e, se necessario, la dose va aggiustata.

Esposizione accidentale

I pazienti e chi si prende cura di loro devono essere informati che Transtec contiene un principio attivo in una quantità che può essere fatale, soprattutto per i bambini. I pazienti e chi si prende cura di loro vanno invitati a conservare tutte le unità di dosaggio fuori dalla portata dei bambini e di smaltire adeguatamente le unità di dosaggio aperte o non utilizzate.

Iperalgesia

L'iperalgesia da oppioidi (OIH) compare quando un analgesico oppioide causa paradossalmente un aumento dei dolori o della sensibilità al dolore. Questa condizione differisce dalla tolleranza, nella quale per mantenere un determinato effetto sono necessarie dosi maggiori di oppioidi. I sintomi di OIH comprendono, tra gli altri, aumento dei dolori all'aumentare della dose di oppioidi, riduzione dei dolori in seguito alla riduzione della dose di oppioidi, oppure dolori in seguito a stimoli normalmente non dolorosi (allodinia). Se in un paziente c'è il sospetto di OIH, bisogna verificare l'effetto di una riduzione della dose di oppioidi o di una rotazione degli oppioidi.

Insufficienza surrenalica

Gli oppioidi possono causare un'insufficienza surrenalica reversibile, che rende necessario il monitoraggio e la terapia sostitutiva con glucocorticoidi. I sintomi dell'insufficienza surrenalica possono comprendere, tra gli altri, i seguenti: nausea, vomito, riduzione dell'appetito, stanchezza, debolezza, capogiri o bassa pressione arteriosa.

Riduzione degli ormoni sessuali e aumento della prolattina

L'uso prolungato di oppioidi può essere accompagnato da riduzione dei livelli degli ormoni sessuali e aumento dei livelli di prolattina. I sintomi comprendono riduzione della libido, impotenza o amenorrea.

Interazioni

Interazioni farmacodinamiche

L'uso concomitante di altri medicamenti ad azione sul SNC, quali altri oppioidi, sedativi, quali le benzodiazepine o gli ipnotici, anestetici generali, fenotiazine, tranquillanti, miorilassanti, antistaminici sedativi, gabapentinoidi (gabapentina e pregabalina) e alcool possono avere effetti depressivi additivi, che possono portare a depressione respiratoria, ipotensione, profonda sedazione o coma, a volte a decorso fatale (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Transtec non va associato ai MAO-inibitori.

Anticolinergici

L'uso concomitante di oppioidi con anticolinergici o farmaci con effetto anticolinergico può causare un aumento degli effetti collaterali anticolinergici.

Interazioni farmacocinetiche

La buprenorfina viene metabolizzata tramite il CYP3A4 in piccola quantità in norbuprenorfina inattiva (vedere anche «Metabolismo»).

Induttori enzimatici

Teoricamente, l'assunzione concomitante di induttori enzimatici del CYP3A4 (es. carbamazepina, desametasone, fenobarbital, fenitoina, primidone, rifabutina, rifampicina) potrebbe indebolire e/o accorciare l'effetto della buprenorfina.

Inibitori enzimatici

Teoricamente, l'assunzione concomitante di inibitori del CYP3A4 (es. amiodarone, claritromicina, eritromicina, fluconazolo, fluoxetina, fluvoxamina, succo di pompelmo, ketoconazolo, omeprazolo, metronidazolo, norfloxacina, ritonavir) potrebbe potenziare e/o prolungare l'effetto della buprenorfina. Una sindrome da serotonina può comparire in seguito alla somministrazione concomitante di oppioidi con inibitori delle monoaminossidasi (MAO-inibitori) e principi attivi serotoninergici, quali gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), gli inibitori della ricaptazione della serotonina-noradrenalina (SNRI) e gli antidepressivi triciclici (TCA). I sintomi di una sindrome da serotonina possono comprendere alterazioni dello stato di coscienza, instabilità autonomica, anomalie neuromuscolari e/o sintomi gastrointestinali.

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

Non sono disponibili dati sufficienti sull'impiego di Transtec in gravidanza. Gli studi sugli animali hanno messo in evidenza una tossicità per la riproduzione (vedere «Dati preclinici»).

L'uso prolungato di Transtec in gravidanza può portare alla sindrome neonatale da astinenza da oppiacei, che è potenzialmente pericolosa per la vita se non rilevata e trattata in tempo. La terapia deve essere effettuata secondo i protocolli sviluppati dagli specialisti in neonatologia. Se l'uso di oppioidi in una donna in gravidanza è necessario per un lungo periodo di tempo, informare la paziente del rischio di una sindrome neonatale da astinenza da oppioidi e accertarsi che sia disponibile un trattamento appropriato, se necessario. Pertanto l'uso di Transtec nelle donne in gravidanza è controindicato (vedere paragrafo «Controindicazioni»).

Allattamento

La buprenorfina è stata rilevata nel latte materno.

Gli studi sul ratto hanno dimostrato che la buprenorfina può inibire la lattazione. Transtec non deve essere usato durante l'allattamento.

Fertilità

Non è noto l'effetto della buprenorfina sulla fertilità umana. Negli studi sugli animali, non è stato dimostrato alcun effetto della buprenorfina sulla fertilità (vedere «Dati preclinici»).

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Transtec ha un effetto marcato sulla capacità di condurre veicoli o sull'impiego di macchine.

Anche se l'uso è conforme alla destinazione, Transtec può alterare la capacità di reazione in misura tale da compromettere la capacità di partecipare attivamente al traffico stradale o di far funzionare macchine.

Ciò vale soprattutto all'inizio del trattamento, ad ogni modifica del dosaggio e in associazione con altre sostanze ad azione centrale, tra cui alcool, tranquillanti, sedativi e ipnotici.

I pazienti interessati, ad esempio quelli in cui compaiono vertigini, sonnolenza, visione offuscata o visione doppia, non devono guidare o azionare macchinari durante il trattamento con Transtec e fino a 24 ore dopo la rimozione del cerotto.

I pazienti stabili a una determinata dose e che non presentano i sintomi sopra citati potrebbero non avvertire alcun deterioramento della loro capacità di guidare o di azionare macchinari.

Effetti indesiderati

I seguenti effetti indesiderati sono stati riportati negli studi clinici e durante la sorveglianza post-marketing.

Gli effetti collaterali sistemici più comuni sono stati nausea e vomito, che sono comparsi rispettivamente nel 16,7% e nel 9,3% dei pazienti. Tra gli effetti collaterali locali, l'eritema e il prurito sono stati riportati con maggiore frequenza, rispettivamente nel 17% e nel 14,7% dei pazienti.

Disturbi del sistema immunitario

Molto rari (<0,01%): severe reazioni allergiche (casi con sintomi quali edema angioneurotico (edema di Quincke), fino allo shock anafilattico).

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Rari (≥0,01%, <0,1%): inappetenza.

Disturbi psichiatrici

Non comuni (≥0,1%, <1%): confusione, disturbi del sonno, agitazione.

Rari (≥0,01%, <0,1%): effetti psicotizzanti (es. allucinazioni, ansia, incubi), riduzione della libido.

Molto rari (<0,01%): dipendenza, oscillazioni dell'umore.

Patologie del sistema nervoso

Comuni (≥1%, <10%): capogiri, mal di testa.

Non comuni (≥0,1%, <1%): sedazione, sonnolenza.

Rari (≥0,01%, <0,1%): disturbi della concentrazione, disturbi del linguaggio, intorpidimento, disturbi dell'equilibrio, parestesie (es. formicolio, irritazioni e bruciori cutanei).

Molto rari (<0,01%): fascicolazioni muscolari, disturbi del gusto.

Patologie dell'occhio

Rari (≥0,01%, <0,1%): disturbi della vista, visione confusa, edemi palpebrali.

Molto rari (<0,01%): miosi.

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Molto rari (<0,01%): dolore auricolare.

Patologie cardiovascolari

Non comuni (≥0,1%, <1%): soprattutto all'inizio del trattamento: effetto sulla regolazione circolatoria (quali ipotensione arteriosa o in rari casi collasso circolatorio).

Rari (≥0,01%, <0,1%): sensazione di calore.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Comuni (≥1%, <10%): dispnea.

Rari (≥0,01%, <0,1%): depressione respiratoria.

Molto rari (<0,01%): iperventilazione, singhiozzo.

Non nota: Sindrome da apnea centrale del sonno

Patologie gastrointestinali

Molto comuni (≥10%): nausea (16,7%).

Comuni (≥1%, <10%): vomito, stipsi.

Non comuni (≥0,1%, <1%): secchezza della bocca.

Rari (≥0,01%, <0,1%): pirosi.

Molto rari (<0,01%): nausea.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Molto comuni (≥10%): eritemi (arrossamenti) (17%), prurito (14,7%).

Comuni (≥1%, <10%): esantemi, sudorazione.

Non comuni (≥0,1%, <1%): eruzione cutanea.

Rari (≥0,01%, <0,1%): reazioni allergiche locali son segni di infiammazione (vedere di seguito).

Molto rari (<0,01%): pustole, vescicole.

Non nota: dermatite da contatto, scolorimento della pelle al sito di applicazione.

Patologie renali e urinarie

Non comuni (≥0,1%, <1,0%): ritenzione urinaria, disturbi della minzione.

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

Rari (≥0,01%, <0,1%): disturbi dell'erezione.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comuni (≥1%, <10%): edemi, stanchezza.

Non comuni (≥0,1%, <1%): abbattimento.

Rari (≥0,01%, <0,1%): manifestazioni infiammatorie (vedere Descrizione di determinati effetti collaterali).

Molto rari (<0,01%): dolore toracico.

Durante il trattamento con buprenorfina, si sono osservati anche casi di broncospasmo.

Molto raramente sono comparse delle reazioni allergiche locali ritardate con chiari segni di infiammazione. In tali casi, il trattamento con Transtec va interrotto.

L'assunzione ripetuta di Transtec può causare dipendenza, anche a dosi terapeutiche. Il rischio di dipendenza può variare a seconda dei fattori di rischio individuali del paziente, del dosaggio e della durata del trattamento con oppioidi (vedere Avvertenze e precauzioni).

Dopo la sospensione di Transtec, i sintomi di astinenza sono improbabili, perché le concentrazioni sieriche di buprenorfina si riducono gradualmente (di solito per un periodo di 30 ore dopo la rimozione dell'ultimo cerotto). Dopo un uso prolungato di Transtec, tuttavia, non si possono escludere completamente sintomi di astinenza simili a quelli dell'astinenza da oppiacei. I sintomi comprendono agitazione, ansia, nervosismo, insonnia, ipercinesia, tremori e disturbi gastrointestinali.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

La segnalazione del sospetto di effetti collaterali in seguito all'omologazione è di grande importanza e permette un monitoraggio costante del rapporto rischio/beneficio del medicamento. Gli appartenenti alle professioni sanitarie sono invitati a notificare ogni sospetto di effetti collaterali nuovi o gravi attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sono disponibili su www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

La buprenorfina presenta un ampio spettro terapeutico. Siccome la buprenorfina di Transtec viene rilasciata nel sangue in maniera controllata in piccole quantità, è improbabile che compaiano concentrazioni ematiche elevate o tossiche di buprenorfina. La concentrazione massima di buprenorfina nel siero dopo l'applicazione di Transtec 70 µg/h raggiunge solo un sesto circa della concentrazione dopo l'applicazione e.v. della dose terapeutica di 0,3 mg di buprenorfina.

Segni e sintomi

In generale, dopo un sovradosaggio di buprenorfina, compaiono sintomi simili a quelli che ci si può aspettare con altri analgesici ad azione centrale (oppioidi): depressione respiratoria, sedazione, sonnolenza, nausea, vomito, collasso circolatorio e miosi pronunciata. Dopo un sovradosaggio di oppioidi possono verificarsi coma, arresto cardiaco e morte.

In caso di sovradosaggio di oppioidi, si è osservata una leucoencefalopatia tossica.

Trattamento

Vanno avviati il trattamento sintomatico della depressione respiratoria e le misure standard di terapia intensiva. Il paziente deve essere intubato, garantendo una ventilazione assistita o controllata. Siccome l'effetto farmacodinamico della buprenorfina può durare 24–48 ore, il paziente deve essere trasferito in un centro dotato di strutture di rianimazione.

Sebbene la buprenorfina sia un antagonista parziale dei recettori µ/dei recettori κ, il naloxone è efficace come antagonista. Siccome la buprenorfina ha un'affinità per i recettori µ circa 30 volte maggiore rispetto alla morfina, sono necessarie dosi più elevate di naloxone (cioè 5–10 mg e.v.). Possono essere necessari 30–45 minuti prima che compaia l'effetto del naloxone. Tuttavia, l'effetto è limitato nel tempo, a causa dell'emivita di eliminazione di circa 70 minuti. Nella terapia dei pazienti con sovradosaggio di buprenorfina sono quindi necessarie elevate quantità di naloxone, il che potrebbe causare dei problemi nell'approvvigionamento.

Siccome la maggior parte dei casi osservati di sovradosaggio da buprenorfina è stata associata al concomitante abuso di altre sostanze a effetto depressivo sul SNC (es. benzodiazepine, barbiturici, alcool, cannabis), è necessario adottare misure adeguate per il trattamento di tale sovradosaggio.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

N02AE01

Meccanismo d'azione

La buprenorfina è un potente oppioide con attività agonistica sui recettori µ-oppioidi e con attività antagonistica sui recettori kappa-oppioidi.

Farmacodinamica

Dopo l'applicazione di Transtec, la buprenorfina viene assorbita attraverso la cute. Il rilascio continuo di buprenorfina nel sangue avviene mediante liberazione controllata dal sistema a matrice polimerica adesiva. Ciò garantisce una concentrazione costante del principio attivo.

Le proprietà della buprenorfina sembrano essere paragonabili a quelle della morfina, ma la sostanza presenta caratteristiche farmacologiche e cliniche specifiche.

Inoltre, quando si confrontano analgesici diversi, bisogna tener conto dell'influenza di numerosi fattori, quali indicazione, situazione clinica, via di somministrazione e variabilità interindividuale, sull'efficacia analgesica.

Nella pratica clinica quotidiana, i diversi oppioidi vengono classificati in base alla potenza relativa, anche se ciò rappresenta una grande semplificazione.

La potenza relativa della buprenorfina in diverse forme farmaceutiche e in diverse situazioni cliniche è stata descritta in letteratura come segue:

  • Morfina p.o.: BUP i.m. come 1:67–150 (dose singola; modello di dolore acuto).
  • Morfina p.o.: BUP s.l. come 1:60–100 (dose singola, modello di dolore acuto; dosi multiple, dolore cronico, dolore oncologico).
  • Morfina p.o.: BUP TTS come 1:75–115 (dosi multiple, dolore cronico).

Abbreviazioni: p.o. = per via orale; i.m. = intramuscolare; s.l. = sublinguale; TTS = transdermico; BUP = buprenorfina.

Efficacia clinica

Non sono disponibili dati.

Farmacocinetica

Assorbimento

La concentrazione minima efficace di buprenorfina plasmatica necessaria per alleviare il dolore moderato/severo è di circa 100 pg/ml.

Dopo una prima applicazione di Transtec 70 µg/h o 35 µg/h, la concentrazione plasmatica della buprenorfina aumenta lentamente e raggiunge la concentrazione minima efficace di 100 pg/ml rispettivamente dopo 12 ore o 24 ore.

Negli studi su volontari sani con il cerotto di buprenorfina da 35 µg/h, è stata determinata una concentrazione massima media Cmax di 200–300 pg/ml. I livelli plasmatici aumentano in maniera continua fino a 96 h.

In un altro studio, Transtec 35 µg/h e Transtec 70 µg/h sono stati studiati in un disegno cross-over. Questo studio ha mostrato la dose-proporzionalità di entrambi i dosaggi.

Dopo molteplici applicazioni di Transtec 35 µg/h, 52,5 µg/h e 70 µg/h, i valori di Cmax dopo un periodo di latenza di 12-24 ore hanno raggiunto una media rispettivamente di 320 pg/ml, 450 pg/ml e 520 pg/ml.

Distribuzione

La buprenorfina si lega per il 96% alle proteine plasmatiche.

La buprenorfina attraversa sia la barriera ematoencefalica che quella placentare.

Sono presenti segni di ricircolo enteroepatico.

Metabolismo

La buprenorfina viene metabolizzata nel fegato in N-dealchilbuprenorfina (norbuprenorfina) attraverso il CYP3A4 e in metaboliti glucuronati.

Eliminazione

I 2/3 della sostanza vengono eliminati in forma immodificata con le feci e 1/3 viene eliminato immutato o dealchilato come coniugati attraverso le urine.

Dopo la rimozione del cerotto Transtec, le concentrazioni plasmatiche di buprenorfina diminuiscono gradualmente con un'emivita di eliminazione di circa 30 ore (in media 25–36 ore). L'assorbimento continuo di buprenorfina dal deposito cutaneo produce un'eliminazione più lenta, rispetto alla somministrazione endovenosa.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Pazienti con insufficienza renale ed epatica

Siccome la farmacocinetica della buprenorfina non cambia nei pazienti con insufficienza renale, è possibile il suo impiego nei pazienti con insufficienza renale.

L'intensità e la durata dell'effetto della buprenorfina possono essere aumentate nei pazienti con disturbi della funzionalità epatica. Tali pazienti in trattamento con Transtec vanno, quindi, attentamente monitorati.

Dati preclinici

Gli studi tossicologici standard non hanno messo in evidenza segni di un particolare potenziale di rischio per l'uomo.

Tossicità a dosi ripetute

Negli studi a dosi ripetute con la buprenorfina nel ratto, si è osservato un ridotto aumento del peso corporeo.

Mutagenicità

Gli studi in vitro e in vivo sul potenziale mutageno della buprenorfina non hanno messo in evidenza effetti clinicamente rilevanti.

Carcinogenicità

Gli studi a lungo termine sul ratto e sul topo non hanno fornito segni di un potenziale cancerogeno rilevante per l'uomo.

Tossicità per la riproduzione

Gli studi sulla fertilità e la capacità riproduttiva generale nel ratto non hanno messo in evidenza effetti negativi. Gli studi sul ratto e sul coniglio hanno messo in evidenza segni di fetotossicità e aumento delle perdite post-impianto, anche se solo a dosi tossiche per la madre.

Gli studi sul ratto hanno dimostrato un ridotto sviluppo intrauterino, ritardi nello sviluppo di alcune funzioni neurologiche e un'elevata mortalità peri-postnatale dei neonati dopo il trattamento della madre durante la gestazione o l'allattamento. Sono presenti segni che testimoniano che a questi effetti hanno contribuito dei problemi alla nascita e una ridotta lattazione. Sia nel ratto che nel coniglio, non si sono messi in evidenza segni di teratogenicità.

Altri dati (tossicità locale)

I dati tossicologici disponibili non hanno indicato alcun potenziale allergenico delle sostanze ausiliarie dei cerotti transdermici.

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C).

Conservare fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

55423 (Swissmedic).

Titolare dell’omologazione

Grünenthal Pharma AG, Glarus Süd.

Stato dell'informazione

Aprile 2025.

931705/08/2025