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ALEVE cpr pell 220 mg

Bayer (Schweiz) AG

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Aleve®

Bayer (Schweiz) AG

Composizione

Principi attivi

Naproxenum ut naproxenum natricum.

Sostanze ausiliarie

Cellulosum microcristallinum (E 460), povidonum K30 (E1202), talcum (E 553b), magnesii stearas (E 470b), aqua purificata, Opadry Blue YS-1-2415, hypromellosum (E 464), titanium dioxidum (E 171), macrogolum 8000, indigotinum (E 132).

1 compressa rivestita con film di Aleve contiene 20 mg di sodio.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Compresse rivestite con film ovali, di colore azzurro, con 220 mg di naprossene sodico equivalente a 200 mg di naprossene.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Aleve è omologato nell'automedicazione per il trattamento a breve termine per una durata massima di 3 giorni e per le seguenti indicazioni:

  • dolore dorsale,
  • dolori a carico di articolazioni e legamenti,
  • dolori conseguenti a traumi,
  • dolori mestruali,
  • mal di denti,
  • cefalea,
  • febbre in concomitanza di patologie influenzali.

Posologia/Impiego

Posologia abituale

Adulti e adolescenti a partire dai 16 anni:

1 compressa rivestita con film ogni 8-12 ore.

Se necessario, come dose iniziale è possibile assumere 2 compresse rivestite con film, seguite se necessario da 1 compressa rivestita con film a distanza di 12 ore.

Dose massima nell'automedicazione: 3 compresse rivestite con film di Aleve (600 mg di naprossene) ogni 24 ore.

In assenza di prescrizione medica, Aleve è destinato al trattamento a breve termine per una durata massima di 3 giorni.

Istruzioni posologiche speciali

Pazienti anziani di età >65 anni:

Salvo diversa prescrizione medica, massimo 2 compresse rivestite con film al giorno.

Corretta modalità di assunzione

Assumere le compresse rivestite con film con una sufficiente quantità di acqua senza masticarle.

Bambini e adolescenti di età inferiore a 16 anni:

Aleve nell'automedicazione non è omologato per l'uso nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 16 anni.

Controindicazioni

  • Ipersensibilità al principio attivo o a una delle sostanze ausiliarie secondo la composizione.
  • Anamnesi di broncospasmo, orticaria o sintomi pseudoallergici a seguito dell'assunzione di acido acetilsalicilico o altri antinfiammatori non steroidei.
  • Terzo trimestre di gravidanza (cfr. «Gravidanza, allattamento»).
  • Ulcera gastrica e/o duodenale attiva o sanguinamento gastrointestinale.
  • Malattie intestinali infiammatorie (per es. morbo di Crohn, colite ulcerosa).
  • Gravi disfunzioni epatiche (cirrosi epatica e ascite).
  • Insufficienza renale grave (clearance della creatinina <30 ml/min).
  • Insufficienza cardiaca grave (NYHA III-IV).
  • Trattamento del dolore postoperatorio dopo un intervento di bypass coronarico (o impiego di una macchina cuore-polmone).

Avvertenze e misure precauzionali

Avvertenza generale per l'utilizzo di antireumatici non steroidei (FANS) per via sistemica:

Durante il trattamento con antireumatici non steroidei (FANS), indipendentemente dal fatto che siano o meno inibitori selettivi della COX-2, possono manifestarsi in qualsiasi momento ulcere, emorragie o perforazioni gastrointestinali, anche senza sintomi premonitori o segni anamnestici. Per ridurre questo rischio, nella terapia si dovrebbe somministrare la più piccola dose efficace per il più breve tempo possibile.

Sindrome di Kounis: Nei pazienti trattati con FANS sono stati riportati casi di sindrome di Kounis. La sindrome di Kounis si manifesta con sintomi cardiovascolari secondari a una reazione allergica o a una reazione da ipersensibilità con restringimento delle arterie coronarie e può potenzialmente causare un infarto miocardico.

Studi controllati con placebo hanno evidenziato un aumento del rischio di complicanze cardio- e cerebrovascolari in concomitanza con il trattamento con determinati inibitori della COX-2. Non è ancora noto se questo rischio sia direttamente correlato alla selettività COX-1/COX-2 dei singoli FANS. Poiché ad oggi per naprossene non sono disponibili dati di studi clinici comparabili alla posologia massima e per la terapia a lungo termine, non può essere escluso un rischio altrettanto elevato. Fino a quando non saranno disponibili dati in merito, il naprossene deve essere impiegato nella malattia cardiocoronarica clinicamente accertata, nelle malattie cerebrovascolari, nell'arteriopatia obliterante periferica o in pazienti con importanti fattori di rischio (ad es. ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, fumo) solo dopo un'attenta valutazione del rapporto rischio-beneficio. Anche a causa di questo rischio, si deve somministrare la dose minima efficace per la durata più breve possibile della terapia.

Gli effetti renali dei FANS comprendono la ritenzione dei liquidi con edema e/o ipertonia arteriosa. Per questo motivo, occorre cautela nell'uso di naprossene in pazienti con compromissione della funzionalità cardiaca e altre condizioni predisponenti alla ritenzione idrica. È richiesta cautela anche nei pazienti che assumono in concomitanza diuretici o ACE-inibitori, nonché in presenza di un aumentato rischio di ipovolemia.

Nelle situazioni seguenti deve essere usata cautela e Aleve va assunto esclusivamente su prescrizione medica e sotto sorveglianza medica:

  • Nei pazienti in età avanzata va usata cautela per considerazioni di ordine fondamentalmente medico.
    Inoltre, la concentrazione plasmatica del naprossene non legato alle proteine è più alta nelle persone anziane, sebbene la concentrazione totale sia invariata. Nei pazienti anziani infermi o in quelli con un basso peso corporeo si raccomanda soprattutto di usare il dosaggio minimo efficace.
  • In pazienti che soffrono di asma bronchiale o che ne hanno sofferto in passato, il naprossene può provocare broncospasmo.
  • In caso di insufficienza renale.
  • In caso di insufficienza cardiaca.
  • In caso di disturbi della funzionalità epatica o di insufficienza epatica.
  • Effetti ematologici: come altri antinfiammatori non steroidei, il naprossene può ridurre l'aggregazione piastrinica e prolungare il tempo di sanguinamento.

Questo effetto deve essere tenuto in considerazione nella determinazione del tempo di sanguinamento. I pazienti che soffrono di disturbi della coagulazione o che ricevono terapie farmacologiche che compromettono l'emostasi devono essere attentamente monitorati durante il trattamento con prodotti a base di naprossene. In caso di somministrazione concomitante di prodotti a base di naprossene, i pazienti ad alto rischio di emorragia e i pazienti sotto anticoagulazione completa (ad es. con derivati del dicumarolo) possono mostrare una maggiore tendenza emorragica.

Effetti sui reni

È richiesta cautela in pazienti con malattia che determina una riduzione del volume di sangue e/o del flusso ematico renale e in pazienti nei quali le prostaglandine renali svolgono una funzione di supporto rispetto alla perfusione renale. In questi pazienti la somministrazione di prodotti a base di naprossene e di altri FANS può provocare una riduzione dose-dipendente della sintesi delle prostaglandine nei reni e scompenso renale manifesto o insufficienza renale. A questo riguardo sono più a rischio i pazienti che presentano disturbi della funzionalità renale, ipovolemia, insufficienza cardiaca, disturbi della funzionalità epatica o sindrome da perdita di sali, quelli in trattamento con diuretici o ACE-inibitori e i pazienti anziani. In questi pazienti l'uso di prodotti a base di naprossene richiede estrema cautela e si raccomanda il monitoraggio dei livelli sierici della creatinina e/o della clearance della creatinina. Al fine di prevenire il rischio di un eccessivo accumulo di metaboliti del naprossene in questi pazienti, è opportuno valutare una riduzione della dose giornaliera.

Aleve è sconsigliato per i pazienti con clearance della creatinina inferiore a 20 ml/min al basale, poiché in questi casi è stato osservato un accumulo dei metaboliti del naprossene.

A causa dell'elevato legame proteico del naprossene, la sua concentrazione plasmatica non può essere ridotta mediante emodialisi.

Effetti dermatologici

In rari casi possono manifestarsi reazioni di fotosensibilità. Durante il trattamento con naprossene occorre pertanto limitare il più possibile l'esposizione alla luce solare (raggi UV).

Reazioni cutanee

Durante la terapia con FANS, molto raramente sono state reazioni cutanee gravi, alcune con esito letale, incluse dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell) nonché reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) (cfr. «Effetti indesiderati»). Il rischio che questa reazione si verifichi sembra essere massimo all'inizio del trattamento, e nella maggior parte dei casi queste reazioni si manifestano entro un mese dall'inizio della terapia. Aleve deve essere interrotto alla prima comparsa di eruzione cutanea, alterazioni della mucosa o altri segni di una reazione di ipersensibilità.

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa rivestita con film, cioè è essenzialmente «senza sodio».

Interazioni

La somministrazione concomitante di antiacidi o colestiramina come pure l'assunzione concomitante di cibo possono ritardare l'assorbimento del naprossene senza tuttavia influenzare l'entità dell'assorbimento.

A causa dell'elevato legame del naprossene all'albumina plasmatica, in teoria sono possibili interazioni con altri medicamenti che legano l'albumina, ad es. anticoagulanti cumarinici, sulfoniluree, idantoine, altri antinfiammatori non steroidei e acido acetilsalicilico. I pazienti in trattamento concomitante con idantoine (fenitoina), sulfonamidi o sulfoniluree devono essere attentamente monitorati per un eventuale adeguamento della dose.

Benché studi clinici non abbiano mostrato interazioni tra il naprossene e anticoagulanti o sulfoniluree, si consiglia comunque cautela poiché sono state osservate interazioni con altri preparati di questa classe di sostanze.

Il naprossene può rallentare l'inibizione irreversibile delle piastrine indotta dall'acido acetilsalicilico. Dati farmacodinamici suggeriscono che l'effetto sull'attività piastrinica dell'acido acetilsalicilico a basso dosaggio viene inibito non appena il naprossene viene assunto insieme ad acido acetilsalicilico a basso dosaggio per più di un giorno. Una volta interrotto il naprossene, questo effetto può persistere ancora diversi giorni. La rilevanza clinica di questa interazione non è non nota. Il trattamento con naprossene può limitare la protezione cardiovascolare dell'acido acetilsalicilico in pazienti ad alto rischio cardiovascolare.

La somministrazione concomitante di probenecid aumenta il livello ematico e prolunga l'emivita biologica del naprossene.

È richiesta cautela nella somministrazione concomitante di Aleve e metotrexato, poiché in un modello animale il naprossene e alcuni altri antinfiammatori non steroidei hanno ridotto la secrezione tubulare del metotrexato, il che aumenta probabilmente la sua tossicità.

Inoltre, il naprossene può ridurre l'effetto antipertensivo dei beta-bloccanti.

È stato segnalato che l'effetto natriuretico della furosemide è inibito da alcuni preparati di questa classe di sostanze.

È stata anche riportata un'inibizione della clearance renale del litio con conseguente aumento delle concentrazioni plasmatiche del litio.

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

L'inibizione della sintesi delle prostaglandine può influire negativamente sulla gravidanza e/o sullo sviluppo embrio-fetale. I dati degli studi epidemiologici indicano un aumento del rischio di aborti, malformazioni cardiache e gastroschisi dopo uso di un inibitore delle prostaglandine nella prima fase della gravidanza. Si ritiene che il rischio aumenti con la dose e la durata della terapia.

Negli studi sugli animali è stato dimostrato che la somministrazione di un inibitore delle prostaglandine causa un aumento della perdita pre- e postimpianto e letalità embrio-fetale. Oltre a ciò, negli animali che durante la fase di organogenesi erano stati trattati con inibitori della sintesi delle prostaglandine è stato riportato un incremento dell'incidenza di diverse malformazioni congenite, comprese quelle cardiovascolari.

Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, il naprossene deve essere somministrato solo in caso di assoluta necessità. Se il naprossene viene usato in una donna che ha intenzione di iniziare una gravidanza o si trova nel primo o nel secondo trimestre di gravidanza, si deve usare la più piccola dose possibile per la più breve durata del trattamento.

Oligoidramnios / insufficienza renale neonatale / restringimento del dotto arterioso

L'assunzione di FANS, alla 20a settimana di gestazione o più tardi, può portare a disfunzioni renali fetali che possono causare oligoidramnios e, in certi casi, insufficienza renale neonatale. Questi effetti indesiderati si manifestano mediamente dopo giorni o settimane di trattamento, nonostante rare segnalazioni di oligoidramnios già 48 ore dopo l'inizio del trattamento con FANS. Spesso, ma non sempre, l'oligoidramnios è reversibile con l'interruzione del trattamento. Le complicazioni di una condizione prolungata di oligoidramnios possono includere ad es. contratture degli arti e ritardo della maturazione polmonare. Nell'esperienza post-marketing, in alcuni casi di compromissione renale neonatale sono state necessarie procedure invasive come exsanguinotrasfusione o dialisi.

Inoltre, dopo il trattamento nel secondo trimestre è stata segnalata una stenosi del dotto arterioso, che nella maggior parte dei casi si è risolta dopo l'interruzione del trattamento.

Prendere in considerazione il monitoraggio ecografico del liquido amniotico e del cuore fetale se il trattamento con Aleve dura più di 48 ore. Interrompere Aleve se si verifica oligoidramnios o un restringimento del dotto arterioso e avviare un monitoraggio secondo la pratica clinica.

Durante il terzo trimestre di gravidanza il naprossene è controindicato. Tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandina possono:

  • esporre il feto ai rischi seguenti:
    • tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare)
    • disturbo della funzionalità renale che può evolvere in insufficienza renale con oligoidramnios
  • esporre il bambino e la madre ai seguenti rischi:
    • possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, un effetto di inibizione dell'aggregazione piastrinica che può manifestarsi anche a dosi molto basse
    • inibizione delle contrazioni uterine, con conseguente ritardo o prolungamento del parto.

Fertilità: L'uso di naprossene può compromettere la fertilità femminile e pertanto è sconsigliato nelle donne che intendono iniziare una gravidanza. Nelle donne che hanno difficoltà a iniziare una gravidanza o che vengono sottoposte a esami per l'infertilità si deve considerare la possibilità di interrompere il naprossene.

Allattamento

I FANS passano nel latte materno. Pertanto, in via precauzionale il naprossene non deve essere assunto dalle donne che allattano. Se il trattamento è indispensabile, occorre effettuare il passaggio all'alimentazione artificiale nel lattante.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Aleve può alterare la capacità di reazione e pertanto può compromettere la capacità di guidare veicoli o la capacità di utilizzare macchine (cfr. capitolo «Effetti indesiderati»).

Effetti indesiderati

Per Aleve e dosi di naprossene più elevate, soggette a prescrizione, sono stati osservati i seguenti effetti indesiderati:

Frequenze: molto comune (>1/10), comune (>1/100, <1/10), non comune (>1/1000, <1/100), raro (>1/10 000, <1/1000), molto raro (<1/10 000).

Sistema emolinfopoietico

Molto raro: leucopenia, trombocitopenia, agranulocitosi, anemia aplastica, eosinofilia, anemia emolitica.

Sistema immunitario

Molto raro: anafilassi, reazioni anafilattoidi: edema angioneurotico.

Disturbi psichiatrici

Molto raro: sintomi psicotici, depressione, disturbi del sonno.

Sistema nervoso

Comune: cefalea, vertigini, stordimento, stanchezza.

Molto raro: meningite asettica, alterazioni cognitive, convulsioni.

Occhi

Molto raro: disturbi visivi, opacità corneale, papillite, neurite retrobulbare, papilledema.

Orecchio e labirinto

Non comune: capogiro.

Molto raro: disturbi dell'udito, ronzio (tinnito).

Apparato cardiovascolare

Molto raro: insufficienza cardiaca, ipertensione, edema polmonare, vasculite.

Non nota: sindrome di Kounis.

Apparato respiratorio

Non comune: dispnea, asma.

Molto raro: polmonite eosinofila.

Patologie gastrointestinali

Comune: dispepsia, nausea, stomaco, dolore addominale.

Non comune: diarrea, costipazione, vomito.

Raro: ulcere peptiche con o senza sanguinamenti/perforazioni, emorragie gastrointestinali, ematemesi, melena.

Molto raro: pancreatite, colite, afte, stomatite, esofagite, ulcerazione intestinale.

Fegato e bile

Molto raro: epatite, ittero.

Malattia della pelle e del tessuto sottocutaneo

Non comune: esantema (eruzione cutanea), prurito, orticaria.

Molto raro: caduta dei capelli (generalmente reversibile), porfiria, eritema essudativo multiforme, necrolisi epidermica, eritema nodoso, esantema fisso da medicamento, lichen ruber planus, reazione pustolosa, lupus eritematoso sistemico, reazioni di fotosensibilità inclusi casi che ricordano una porfiria cutanea tarda («pseudoporfiria») o una epidermolisi bullosa.

Non nota: reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS)

Reni e vie urinarie

Non comune: disturbi della funzionalità renale, formazione di edemi.

Molto raro: nefrite interstiziale, necrosi papillare, sindrome nefrotica, insufficienza renale acuta.

Patologie generali

Raro: piressia.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effeto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Nell'eventualità di una forte posologia eccessiva di naprossene possono comparire stordimento, sonnolenza, dolore addominale superiore, disturbi della digestione, nausea, temporanei disturbi della funzionalità epatica, ipoprotrombinemia, disturbi della funzionalità renale, acidosi metabolica, apnea, disorientamento o vomito. Poiché Aleve viene talvolta assorbito rapidamente, già poco dopo la somministrazione sono da attendersi elevati livelli di principio attivo nel sangue. In alcuni pazienti si sono verificati crisi convulsive, ma non è chiaro se fossero associate al naprossene o meno.

In caso di ingestione accidentale o intenzionale di grandi quantità di prodotti a base di naprossene, è necessario procedere a un lavaggio gastrico e devono essere intraprese le consuete misure di supporto. Test sugli animali indicano che la somministrazione (in 15 minuti) di 50-100 g di carbone medicinale come poltiglia liquida entro 2 ore dalla dose eccessiva potrebbe ridurre in misura notevole l'assorbimento del preparato.

A causa dell'elevato legame proteico del naprossene, la sua concentrazione plasmatica non può essere ridotta mediante emodialisi.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

M01AE02

Meccanismo d'azione

Aleve mostra proprietà analgesiche, antipiretiche e antinfiammatorie.

Il naprossene è un inibitore della COX non selettivo il cui effetto si basa sull'inibizione degli enzimi COX-1 e COX-2. Il naprossene inibisce la formazione del trombossano A2 (TXA2) dipendente dalla COX-1, portando a una riduzione dell'aggregazione piastrinica, e della prostaciclina (PGI2) dipendente dalla COX-2, un importante mediatore vasodilatatore.

Il naprossene inibisce la sintesi delle prostaglandine, il che spiega la sua azione analgesica e antiflogistica.

Farmacodinamica

Cfr. «Meccanismo d'azione»

Efficacia clinica

Nessun dato.

Farmacocinetica

Assorbimento

Il naprossene sodico viene eliminato completamente, in modo rapido e pratico, nel tratto gastrointestinale. Dopo somministrazione orale, le massime concentrazioni plasmatiche di principio attivo vengono raggiunte entro circa un'ora. L'assunzione concomitante con cibo può rallentare l'assorbimento di naprossene sodico, ma influenza l'entità dell'assorbimento.

Distribuzione

Il naprossene presenta un volume di distribuzione di 0,16 l/kg. Oltre il 99% del principio attivo è legato all'albumina sierica. A dosi superiori a 500 mg al giorno, l'aumento dei livelli plasmatici non è più proporzionale poiché, a dosi più elevate, la clearance aumenta a causa della saturazione del legame proteico. Per contro, il naprossene non legato continua ad aumentare in maniera proporzionale alla dose somministrata.

Il naprossene passa nel liquido sinoviale, attraversa la barriera placentare ed è stato trovato nel latte delle madri che allattano a concentrazioni equivalenti a circa l'1% della concentrazione nel plasma.

Metabolismo

Il naprossene viene metabolizzato nel fegato principalmente da 6-O-desmetil naprossene.

Eliminazione

Circa il 95% di una dose di Aleve viene escreta nelle urine come naprossene immodificato, 6-O-desmetil naprossene inattivo o sotto forma di coniugati del naprossene. Piccole quantità (≤3%) vengono escrete nelle feci.

La clearance del naprossene è di 0,13 ml/min/kg. L'emivita biologica nel plasma è di ca. 14 ore.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Insufficienza epatica

Nei pazienti con grave compromissione della funzionalità epatica, la concentrazione plasmatica del naprossene non legato può risultare aumentata.

Insufficienza renale

Dato che il naprossene e i suoi metaboliti vengono escreti principalmente per via renale, in presenza di insufficienza renale è generalmente possibile un accumulo. Nei pazienti con grave compromissione della funzionalità renale l'eliminazione del naprossene è ridotta.

Dati preclinici

Cancerogenicità

Il naprossene è stato somministrato con l'alimentazione a ratti Sprague-Dawley a dosi di 8, 16 e 24 mg/kg/giorno per 24 mesi. Non è risultato cancerogeno nei ratti.

Mutagenicità

Nei test condotti su Salmonella typhimurium (linea cellulare 5), Saccharomyces cerevisiae (linea cellulare 1) e linfoma di topo non è emersa mutagenicità.

Fertilità

La somministrazione orale di naprossene a dosi di 30 mg/kg/giorno a ratti maschi e di 20 mg/kg/giorno a ratti femmine non ha mostrato alcun effetto sulla fertilità.

Teratogenicità

Quando somministrato per via orale a dosi di 20 mg/kg/giorno durante l'organogenesi, il naprossene non è risultato teratogeno nei ratti né nei conigli.

Riproduzione perinatale/postnatale

La somministrazione orale di naprossene a femmine gravide di ratto, a dosi di 2, 10 e 20 mg/kg/giorno durante il terzo trimestre, ha causato difficoltà durante il parto. Si tratta di un effetto noto di questa classe di sostanze ed è stato dimostrato anche con l'acido acetilsalicilico e l'indometacina.

Altre indicazioni

Influenza sui metodi diagnostici

Poiché Aleve, a causa di artefatto, può interferire con certe determinazioni di 17-ketosteroidi, il trattamento deve essere interrotto 48 ore prima di eseguire l'esame della funzione surrenale. Analogamente, Aleve può interferire con le determinazioni dell'acido 5-idrossi indolacetico nelle urine.

Il naprossene causa un'inibizione reversibile dell'aggregazione piastrinica e prolunga il tempo di sanguinamento. Questo effetto deve essere tenuto in considerazione nella determinazione del tempo di sanguinamento.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare a 15-30°C e fuori dalla portata dei bambini. Conservare nella confezione originale.

Numero dell'omologazione

53810 (Swissmedic).

Titolare dell’omologazione

Bayer (Svizzera) AG, Zurigo.

Stato dell'informazione

Settembre 2024

2057519/11/2024