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DOSPIR sol inhal

Boehringer Ingelheim (Schweiz) GmbH

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Dospir®, soluzione per inalazione (monodosi pronte per l’uso)

Boehringer Ingelheim (Schweiz) GmbH

Composizione

Principi attivi:

Ipratropii bromidum e Salbutamoli sulfas.

Sostanze ausiliarie:

Sodio cloruro, acido cloridrico, aqua purificata ad solutionem.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Soluzione per nebulizzatore

1 monodose pronta per l'uso (2,5 ml) contiene:

Ipratropii bromidum 0,52 mg (corrispondente a Ipratropii bromidum anhydricum 0,50 mg),

Salbutamoli sulfas 3,0 mg (corrispondente a Salbutamolum 2,5 mg)

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Pneumopatia cronica ostruttiva, ossia bronchite cronica ostruttiva, con o senza enfisema, quando la terapia con i singoli componenti non è sufficientemente efficace.

Trattamento acuto di attacchi di asma bronchiale.

Posologia/Impiego

I pazienti devono essere istruiti a rivolgersi immediatamente ad un medico o all'ospedale più vicino in caso di dispnea acuta in rapido peggioramento o qualora ulteriori inalazioni di Dospir non producano miglioramenti.

Le monodosi pronte per l'uso sono indicate solo per casi molto gravi di pneumopatia cronica ostruttiva.

Dose raccomandata per gli adulti:

Il trattamento deve essere avviato e proseguito in ambiente ospedaliero e sotto controllo medico. Il trattamento domiciliare deve limitarsi a casi eccezionali (sintomi gravi e pazienti già trattati che necessitano di dosi più elevate) quando, previa consultazione con un medico esperto, la somministrazione di un beta-2-simpatomimetico in monoterapia non produca un sollievo sufficiente.

Il trattamento con la soluzione per inalazione prevede l'impiego di 1 monodose. Solo in casi molto gravi possono essere somministrate due monodosi per alleviare i sintomi.

Trattamento di attacchi:

1 monodose è sufficiente per un rapido sollievo della dispnea.

Nei casi gravi, non controllabili con una sola dose, la seconda dose deve essere somministrata esclusivamente sotto controllo medico in ambulanza o in ospedale.

La somministrazione deve essere interrotta non appena viene raggiunta un'attenuazione sufficiente dei sintomi.

Trattamento a lungo termine:

1 monodose pronta per l'uso 3–4 volte al giorno.

Nell'asma bronchiale Dospir può essere impiegato in monoterapia esclusivamente per il trattamento dell'attacco acuto.

In caso di forme asmatiche persistenti deve essere utilizzato un trattamento antinfiammatorio di base (corticosteroide inalatorio).

Istruzioni posologiche speciali

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

Non vi sono studi relativi all'uso di Dospir nei pazienti con insufficienza epatica. Pertanto, Dospir deve essere impiegato con cautela in questi pazienti.

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

Non vi sono studi relativi all'uso di Dospir nei pazienti con insufficienza renale. Pertanto, Dospir deve essere impiegato con cautela in questi pazienti.

Bambini e adolescenti

Non sono stati condotti studi in bambini e adolescenti. Dospir non è indicato in pediatria.

Modo di somministrazione

L'inalazione ha luogo mediante nebulizzatori elettrici o respiratori a pressione positiva intermittente (IPPB). Quando l'inalazione avviene con maschera, assicurarsi che questa sia posizionata correttamente, in modo che l'inalato non venga a contatto con gli occhi.

Le monodosi pronte per l'uso possono, ma non devono obbligatoriamente, essere diluite con soluzione fisiologica allo 0,9% per ottenere un maggiore volume di inalazione.

I pazienti devono essere istruiti su come usare correttamente la soluzione per inalazione (monodosi pronte per l'uso).

Uso: cfr. foglietto illustrativo.

Le monodosi sono per uso inalatorio, non per uso orale o parenterale.

Controindicazioni

Cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva, tachiaritmia e ipersensibilità nota verso uno dei componenti, atropina o sostanze analoghe all'atropina.

Avvertenze e misure precauzionali

Reazioni di ipersensibilità

Casi isolati di orticaria, angioedema, rash, broncospasmo e edema orofaringeo indicano che possono manifestarsi reazioni di ipersensibilità immediata.

Broncospasmi paradossi

Come altri medicamenti inalatori, anche Dospir può causare broncospasmi paradossi potenzialmente fatali. Qualora si manifestino broncospasmi, interrompere immediatamente Dospir e sostituirlo con una terapia alternativa.

Complicanze oftalmologiche

Casi rari di disturbi oculari quali midriasi, aumento della pressione intraoculare, glaucoma ad angolo stretto e dolori oculari, sono stati segnalati quando inalati contenenti ipratropio bromuro (sia come singolo principio attivo che in associazione con beta2-agonisti) sono venuti a contatto con gli occhi.

Dolori o disturbi oculari, visione offuscata, visione con aloni o cromopsia associate ad occhi arrossati a seguito di stasi di sangue nella congiuntiva o di edemi corneali possono indicare un attacco acuto di glaucoma. Qualora si manifesti una combinazione qualsiasi di questi sintomi è possibile eseguire un trattamento con colliri miotici ed è opportuno rivolgersi tempestivamente ad uno specialista.

I pazienti devono essere istruiti all'uso corretto di Dospir. Occorre prestare particolare attenzione affinché Dospir non venga a contatto con gli occhi. I pazienti a rischio di glaucoma devono essere informati soprattutto della necessità di adottare una protezione per gli occhi.

Si consiglia di inspirare la nebulizzazione con un boccaglio. Qualora non fosse possibile, accertarsi che la maschera facciale sia posizionata correttamente.

Effetti sistemici

In presenza delle situazioni seguenti, Dospir può essere impiegato solo dopo avere accuratamente valutato il rapporto tra rischi possibili e benefici attesi, soprattutto quando vengono utilizzate dosi maggiori di quelle consigliate: diabete mellito non sufficientemente controllato, infarto miocardico recente e/o gravi patologie cardiache e/o vascolari organiche, insufficienza cardiaca, forme gravi di ipertensione, malattia coronarica con angina pectoris, ipertiroidismo, feocromocitoma, glaucoma ad angolo stretto, ipertrofia prostatica, ostruzione del collo vescicale o ritenzione urinaria, diabete mellito.

Effetti cardiovascolari

Con i simpaticomimetici, tra cui Dospir, possono manifestarsi effetti cardiovascolari indesiderati. I dati post-marketing e la letteratura pubblicata indicano che l'assunzione di salbutamolo può essere associata in rari casi a ischemie miocardiche. Pertanto, i pazienti con gravi cardiopatie (ad es. cardiopatia ischemica, aritmie o grave insufficienza cardiaca), che ricevono salbutamolo per trattare una malattia delle vie respiratorie, devono essere avvisati di recarsi dal medico in caso di dolori al petto o di altri sintomi di peggioramento della cardiopatia. La valutazione della dispnea e del dolore al petto deve essere accurata, perché questi sintomi potrebbero avere origine respiratoria o cardiaca.

Ipokaliemia

Il trattamento con beta2-adrenergici può causare un'ipokaliemia potenzialmente pericolosa. Sono stati descritti anche alcuni casi di crisi epilettiche. Si raccomanda particolare cautela in presenza di ostruzione grave delle vie respiratorie, poiché l'effetto di riduzione del potassio potrebbe risultare potenziato dall'uso contemporaneo di derivati xantinici, steroidi e diuretici. Inoltre, l'ipossia può aumentare gli effetti di un'ipokaliemia sul ritmo cardiaco.

In queste situazioni si consiglia di controllare regolarmente i valori sierici del potassio del paziente.

Disturbi di motilità dell'apparato gastrointestinale

Nei pazienti con fibrosi cistica si possono manifestare dei disturbi di motilità dell'apparato gastrointestinale.

Trattamento a lungo termine

In caso di peggioramento dell'ostruzione bronchiale è sconsigliabile e potenzialmente pericoloso somministrare Dospir per periodi più lunghi e a dosi superiori a quelle raccomandate. Se servono dosi maggiori per controllare i sintomi, riconsiderare il piano terapeutico del paziente.

Controllare regolarmente la tecnica d'inalazione.

L'uso di Dospir può produrre risultati positivi al controllo anti-doping (abuso di salbutamolo, ad es. per migliorare le prestazioni sportive).

Interazioni

La somministrazione prolungata aggiuntiva di Dospir con altri anticolinergici non è stata studiata. Pertanto si sconsiglia la somministrazione prolungata aggiuntiva di Dospir con altri anticolinergici.

I beta2-adrenergici, i derivati xantinici e i corticosteroidi possono aumentare l'effetto di Dospir.

La somministrazione contemporanea di altri beta-mimetici, anticolinergici sistemici e derivati xantinici può dar luogo ad un aumento degli effetti collaterali.

Una riduzione dell'effetto potenzialmente pericolosa può verificarsi in caso di uso contemporaneo di beta-bloccanti.

Gli effetti anticolinergici di altri medicamenti possono essere potenziati. L'uso concomitante di derivati xantinici, glucocorticoidi e diuretici è associato al rischio di ipokaliemia. Ciò deve essere tenuto in considerazione nei pazienti con grave ostruzione delle vie respiratorie.

L'ipokaliemia può dar luogo ad un'intensificazione delle aritmie in caso di terapia concomitante con digossina (cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali»). In queste situazioni si raccomanda di eseguire un controllo dei livelli sierici di potassio.

L'azione dei beta-agonisti può essere aumentata dall'uso concomitante di inibitori MAO o di antidepressivi triciclici e dar luogo a problemi cardiovascolari.

Alotano, tricloroetilene ed enflurano possono potenziare l'effetto cardiovascolare dei beta-agonisti.

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

La sicurezza di Dospir in gravidanza non è stata studiata. L'effetto inibitore di Dospir sulle contrazioni uterine deve essere tenuto in considerazione. I vantaggi dell'uso di Dospir in gravidanza (effettiva o presunta) devono essere valutati considerando i possibili rischi per il feto. Le misure precauzionali consuete relative all'uso di medicamenti in gravidanza, soprattutto nel primo trimestre, devono essere osservate.

Studi preclinici non hanno rilevato effetti embriotossici né teratogeni dopo l'inalazione o la somministrazione intranasale di ipratropio bromuro, anche a dosi molto più elevate di quelle indicate per l'uomo.

Studi preclinici non hanno mostrato effetti diretti o indiretti nocivi per la salute nella somministrazione per via non inalatoria di salbutamolo solfato fino alle dosi massime giornaliere raccomandate (cfr. Dati preclinici»).

Allattamento

Non è noto se ipratropio bromuro e salbutamolo solfato vengano escreti nel latte materno. Pertanto, si sconsiglia l'uso di Dospir nelle donne che allattano.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Non sono stati effettuati studi in merito. I pazienti devono essere comunque avvisati che durante il trattamento con Dospir potrebbero manifestarsi effetti indesiderati quali vertigini, disturbi di accomodazione, midriasi e visione offuscata. Si raccomanda pertanto cautela quando si guida un veicolo o si utilizzano macchine. Se i pazienti presentano gli effetti collaterali sopra citati, devono evitare attività potenzialmente pericolose come guidare veicoli o usare macchine.

Effetti indesiderati

Molti degli effetti indesiderati indicati possono essere attribuiti alle proprietà anticolinergiche e beta2-simpaticomimetiche di Dospir. Come tutti i medicamenti per uso topico, anche Dospir può causare sintomi di irritazione locale.

Gli effetti indesiderati più frequenti osservati nel corso degli studi clinici sono stati cefalea, irritazione alla gola, tosse, secchezza della bocca, disturbi della motilità gastrointestinale (tra cui stipsi, diarrea e vomito), nausea e vertigini.

La frequenza è definita come segue: «molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1000, <1/100), «raro» (≥1/10'000, <1/1000)», «molto raro» (<1/10'000).

Disturbi del sistema immunitario

Raro: Reazioni anafilattiche, ipersensibilità.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Raro: Ipokaliemia.

Disturbi psichiatrici

Non comune: Sensazione di irrequietezza, nervosismo.

Raro: Alterazioni psichiche.

Patologie del sistema nervoso

Non comune: Vertigini, cefalea, leggero tremore muscolare.

Patologie dell'occhio

Raro: Disturbi di accomodazione, edema corneale, visione offuscata, glaucoma, aumento della pressione intraoculare, dolore oculare, midriasi, iperemia congiuntivale, visione con aloni e cromopsia.

Patologie cardiache

Non comune: Tachicardia, palpitazioni. Aumento della pressione arteriosa sistolica.

Raro: Aritmie, fibrillazione atriale, tachicardia sopraventricolare, ischemia miocardica. Diminuzione della pressione arteriosa diastolica.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Non comune: Tosse, disfonia.

Raro: Secchezza della gola, broncospasmi, broncospasmi paradossi, laringospasmo, edema faringeo.

Patologie gastrointestinali

Non comune: Secchezza della bocca, nausea, irritazione della gola.

Raro: Diarrea, vomito, stipsi, disturbi della motilità gastrointestinale, edema nella zona della bocca, stomatite.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune: Reazioni cutanee (come rash, prurito, orticaria).

Raro: Sudorazione, angioedema.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Raro: Mialgia; crampi muscolari, debolezza muscolare.

Patologie renali e urinarie

Raro: Ritenzione urinaria.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Raro: Astenia.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Segni e sintomi

Gli effetti di un sovradosaggio potrebbero essere dovuti principalmente al salbutamolo.

Sintomi possibili quali tachicardia, aritmia, dolore anginoso, palpitazioni, tremore, aumento della pressione del polso, ipertensione, ipotensione, ipokaliemia e arrossamento cutaneo sono legati all'eccessiva stimolazione dei recettori beta2. Dopo un sovradosaggio di salbutamolo è stata osserva anche acidosi metabolica.

Di natura più lieve sono i sintomi di sovradosaggio di ipratropio bromuro quali secchezza della bocca e disturbi di accomodazione.

Trattamento

Somministrazione di sedativi, tranquillanti, terapia intensiva nei casi gravi.

Come antidoto specifico si consigliano beta-bloccanti, soprattutto beta1-bloccanti, da usare tuttavia con cautela soprattutto nei pazienti con attacchi broncospastici acuti in anamnesi.

Se il medicamento è stato assunto per via orale nell'ora precedente e può aver provocato un'intossicazione grave, lavanda gastrica e successiva somministrazione di carbone (eventualmente ripetuta). In caso di intossicazione grave, monitoraggio e correzione dell'equilibrio elettrolitico e acido-base.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

R03AL02

Ipratropio bromuro è un derivato quaternario dell'atropina, con proprietà di antagonista muscarinico competitivo e non selettivo. Attraverso l'inibizione del nervo vago nel sistema bronchiale, induce una broncodilatazione e previene i broncospasmi.

Salbutamolo è un beta2-adrenergico ad azione rapida che rilassa tutta la muscolatura liscia dell'albero bronchiale fino ai bronchioli terminali e protegge dagli stimoli broncocostrittori.

La combinazione di ipratropio bromuro e salbutamolo consente una broncodilatazione efficace e aggiuntiva, basata sull'interazione sinergica dei recettori muscarinici e beta2 nell'area dei polmoni.

Farmacocinetica

Studi clinici di farmacocinetica su Dospir hanno evidenziato che l'efficacia del medicamento risiede in un effetto locale nel polmone.

A seconda della formulazione, della tecnica di inalazione e dell'apparecchio, dopo l'inalazione si deposita generalmente nel polmone il 10–30% della dose; la parte restante della dose somministrata si deposita nel boccaglio, in bocca e nella parte superiore dell'apparato respiratorio (orofaringe).

La parte di dose depositata nel polmone passa rapidamente (entro qualche minuto) nel sistema circolatorio. Solo il 2% circa del principio attivo depositato nella zona orofaringea è disponibile a livello sistemico.

Pertanto, l'esposizione sistemica dipende sia dalla biodisponibilità orale che polmonare.

Assorbimento

Per entrambi i principi attivi è stato dimostrato che l'effetto inalatorio non è correlato ai livelli plasmatici.

La biodisponibilità sistemica totale dell'ipratropio bromuro somministrato per via inalatoria è stimata dal 7 al 28%. L'esposizione sistemica dovuta alle parti di ipratropio bromuro ingoiate non è influenzata in modo rilevante. I livelli plasmatici massimi vengono raggiunti entro alcuni minuti dall'inalazione.

Dopo la somministrazione orale tramite inalazione o per via gastrointestinale il salbutamolo viene assorbito completamente e rapidamente ed ha una biodisponibilità orale di circa il 50%.

I valori massimi plasmatici medi di salbutamolo di 492 pg/ml vengono raggiunti entro tre ore dall'inalazione di Dospir.

La somministrazione contemporanea di ipratropio bromuro e salbutamolo solfato non produce un potenziamento dell'assorbimento sistemico dei due componenti, pertanto l'effetto additivo di Dospir è dovuto ad un effetto locale combinato dopo l'inalazione nel polmone.

Inizio d'azione

Ipratropio bromuro: dopo 15–30 minuti

Salbutamolo: dopo 5 minuti

L'effetto di Dospir permane in genere per 4–5 ore.

Distribuzione

I parametri cinetici relativi alla descrizione della disposizione di ipratropio sono stati calcolati sulla base delle concentrazioni plasmatiche dopo somministrazione per via endovenosa. Si osserva una rapida diminuzione bifasica della concentrazione plasmatica. Il volume di distribuzione apparente allo stato stazionario (Vdss) è di circa 176 lt (≈ 2,4 lt/kg). Dopo l'inalazione il 10–30% raggiunge il polmone. Il legame alle proteine plasmatiche è minimo (inferiore al 20%). Studi preclinici hanno dimostrato che l'amina quaternaria ipratropio non attraversa la placenta o la barriera ematoencefalica.

Salbutamolo attraversa la barriera ematoencefalica e raggiunge circa il 5% di concentrazione plasmatica. I parametri cinetici sono stati calcolati in base alle concentrazioni plasmatiche dopo somministrazione per via endovenosa. Il volume di distribuzione apparente è di circa 156 lt (≈ 2,5 lt/kg). Solo l'8% del composto si lega alle proteine plasmatiche. Con la somministrazione per via inalatoria il 10–20% della dose raggiunge le vie respiratorie inferiori. Il resto si deposita principalmente nella faringe per essere poi inghiottito, o rimane nell'apparecchio per inalazione.

In studi preclinici sono state rilevate concentrazioni di circa il 5% della concentrazione plasmatica di salbutamolo nel cervello. Probabilmente questa quantità rappresenta la distribuzione della sostanza nel liquido extracellulare del cervello.

Metabolismo

Ipratropio bromuro

La degradazione metabolica di ipratropio bromuro è nota solo in parte.

In uno studio sul bilancio di escrezione, l'eliminazione renale cumulativa (in 6 giorni) della radioattività legata alla sostanza (sostanza originaria e tutti i metaboliti) era del 72,1% dopo somministrazione endovenosa, 9,3% dopo somministrazione orale e 3,2% dopo inalazione. La radioattività totale eliminata con le feci era del 6,3% dopo somministrazione endovenosa, 88,5% dopo somministrazione orale e 69,4% dopo inalazione. L'eliminazione della radioattività legata alla sostanza dopo somministrazione endovenosa è avvenuta principalmente attraverso i reni.

Salbutamolo

La frazione che giunge ai polmoni viene assorbita nel parenchima polmonare, ma non metabolizzata nel polmone. Dopo aver raggiunto il sistema circolatorio, la sostanza diviene accessibile al metabolismo epatico e viene eliminata nelle urine immodificata e anche come solfato fenolico.

La parte ingoiata subisce un notevole effetto first-pass dopo l'assorbimento nel tratto gastrointestinale e viene metabolizzata in solfato fenolico. La sostanza immodificata e il solfato vengono eliminati principalmente attraverso i reni.

Eliminazione

Ipratropio bromuro

L'eliminazione renale cumulativa (0–24 ore) di ipratropio (sostanza originaria) è di circa il 46% della dose somministrata per via endovenosa, meno dell'1% della dose somministrata per via orale e circa il 3–4% della dose inalata. L'emivita della fase di eliminazione è di circa 1,6 ore.

Ipratropio ha una clearance totale di 2,3 lt/min e una clearance renale di 0,9 lt/min. In seguito a somministrazione endovenosa è metabolizzato circa il 60% della dose, probabilmente soprattutto nel fegato per ossidazione.

L'emivita di eliminazione della radioattività legata alla sostanza (sostanza originaria e metaboliti) è di 3,6 ore. Il legame dei principali metaboliti urinari ai recettori muscarinici è trascurabile, pertanto i metaboliti sono da considerarsi inefficaci.

È stato possibile dimostrare che l'inalazione contemporanea dei due principi attivi non causa alcun effetto sistemico additivo.

Dati preclinici

Dospir (risultati dell'associazione)

Tossicità acuta

La tossicità acuta di Dospir dopo inalazione singola è stata studiata in ratti e cani. Fino alla dose massima tecnicamente praticabile (ratto: 887/5397 µg/kg di peso corporeo [ipratropio bromuro/salbutamolo], cane: 164/861 µg/kg di peso corporeo [ipratropio bromuro/salbutamolo]) non sono stati osservati segni di effetti tossici sistemici e l'associazione è stata ben tollerata localmente sia nei ratti che nei cani. Il valore LD50 calcolato singolarmente dopo somministrazione endovenosa è stato di 12–20 mg/kg di peso corporeo per ipratropio bromuro e di 60–73 mg/kg di peso corporeo per salbutamolo, a seconda della specie considerata (topo, ratto, cane).

Tossicità per somministrazione ripetuta

Sono stati condotti due studi di tossicità inalatoria della durata di 13 settimane con somministrazione a ratti e cani di inalazioni di ipratropio bromuro e salbutamolo solfato in associazione. Gli studi hanno identificato il cuore quale organo bersaglio. A dosi da 34/197 a 354,5/2604 µg/kg/giorno di ipratropio bromuro/salbutamolo solfato è stato osservato nel ratto un aumento del peso del cuore dose-dipendente, senza tuttavia alcuna correlazione istopatologica.

Nel cane sono stati osservati aumenti della frequenza cardiaca e, a dosi superiori, danni evidenziabili a livello istopatologico e/o fibrosi del muscolo papillare del ventricolo sinistro accompagnati da parziale mineralizzazione (a dosi da 32/198 a 129/790 µg/kg/giorno di ipratropio bromuro/salbutamolo solfato).

Gli eventi cardiovascolari osservati negli studi sopra citati sono da attribuirsi a salbutamolo e sono effetti noti dei beta-adrenergici. Il profilo tossicologico di ipratropio bromuro è noto da molti anni ed è caratterizzato da effetti tipicamente anticolinergici quali secchezza della bocca, midriasi, cheratocongiuntivite secca (occhi asciutti, solo nei cani), diminuzione del tono e inibizione della motilità del tratto gastrointestinale (ratti).

Genotossicità/Cancerogenicità

Le proprietà mutagene e neoplastiche di salbutamolo solfato e ipratropio bromuro sono state indagate separatamente in vivo e in vitro, e in alcuni studi di cancerogenicità in vivo. Non sono emerse conclusioni sfavorevoli. Inoltre, Dospir non ha presentato attività genotossica negli studi in vitro.

Dopo somministrazione orale di dosi di salbutamolo è stato osservato un aumento dell'incidenza di leiomiomi meosovarici nei ratti, ma non nei topi, criceti e cani. Lo sviluppo di leiomiomi è stato prevenuto somministrando contemporaneamente beta-bloccanti. Questi risultati, specifici della specie, non presentano rilevanza clinica. Pertanto non risultano limitazioni all'uso clinico di salbutamolo.

Ipratropio bromuro non ha evidenziato potenziale cancerogeno nella somministrazione orale a topi e ratti.

Effetti immunotossici

Non sono stati rilevati segni di effetti immunotossici né di Dospir, né dei singoli principi attivi.

Tossicità per la riproduzione

Sono stati eseguiti studi sulla tossicità per la riproduzione dei singoli ingredienti.

Studi sulla riproduzione hanno rilevato palatoschisi nei topi a seguito di somministrazione per via sottocutanea di salbutamolo a dosi elevate, inizialmente corrispondenti alla dose massima consigliata per l'inalazione (dosaggio in mg/m2). Questo fenomeno è noto e si presenta anche dopo la somministrazione di altri beta-adrenergici. Attualmente si ipotizza che questo effetto sia dovuto all'aumento dei livelli di corticosterone materno e viene considerato come risultato di stress generale, non rilevante per altre specie. A parte questi risultati, negli studi con salbutamolo solfato e ipratropio bromuro sono stati osservati solo effetti irrilevanti di tossicità materna su embrione, feto e prole.

Fertilità

Studi preclinici con ipratropio bromuro e salbutamolo non hanno evidenziato effetti indesiderati sulla fertilità. Ipratropio bromuro non ha influito sulla fertilità dei ratti maschi o femmine con somministrazione orale fino a 50 mg/kg di principio attivo (circa 3400 volte la dose massima giornaliera consigliata per l'uomo su base mg/m2). Da studi sulla riproduzione condotti con salbutamolo sui ratti non è emersa alcuna evidenza di compromissione della fertilità.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Dospir soluzione per inalazione non deve essere nebulizzato assieme a cromoglicato disodico poiché possono formarsi precipitati.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare a temperatura ambiente (15-25°C) e al riparo dalla luce. Non congelare. Non utilizzare la soluzione trasparente se presenta alterazioni di colore.

Le monodosi pronte per l'uso sono per l'utilizzo immediato. I contenitori aperti ma non utilizzati devono essere gettati.

Le monodosi non contengono conservanti. Pertanto è importante che il contenuto del contenitore sia inalato quanto prima possibile dopo l'apertura. Le monodosi aperte ma non utilizzate o danneggiate devono essere gettate.

Numero dell'omologazione

53844 (Swissmedic)

Titolare dell’omologazione

Boehringer Ingelheim (Schweiz) GmbH, Basilea

Stato dell'informazione

Aprile 2022

553513/06/2022