SPIKEVAX XFG 50 mcg/dose ser pré (ec 08/26)
Moderna Switzerland GmbH
Informazione professionale approvata da Swissmedic
▼ Questo medicamento è soggetto a monitoraggio addizionale. Ciò consente una rapida identificazione delle nuove conoscenze in materia di sicurezza. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare un nuovo o serio effetto collaterale sospetto. Per indicazioni a proposito della segnalazione di effetti collaterali, cfr. la rubrica «Effetti indesiderati». Le seguenti informazioni sul prodotto verranno aggiornate regolarmente non appena saranno disponibili nuovi dati e rapporti sulla sicurezza.
Spikevax XFG
Vaccino a mRNA anti-COVID-19 (modificato a livello dei nucleosidi)
Composizione
Principi attivi
Concentrazione | Contenitore | Dosaggio | Concentrazione della dispersione per preparazione iniettabile |
0.10 mg/ml | Siringa preriempita | 1 dose da 0.5 ml
Solo per uso singolo | Una dose (0.5 ml) contiene 50 µg SARS-CoV-2 XFG mRNA, un vaccino a mRNA anti-COVID-19 (inserito in nanoparticelle lipidiche). |
SARS-CoV-2 XFG mRNA è un mRNA a singolo filamento con capping in 5' prodotto dai corrispondenti modelli di DNA nell'ambito di una trascrizione in vitro acellulare che codifica per la glicoproteina spike (S) virale di SARS-CoV-2 (XFG). L'mRNA è inserito in nanoparticelle lipidiche.
Sostanze ausiliarie
SM-102, colesterolo, 1,2-distearoil-sn-glicero-3-fosfocolina (DSPC), 1,2-dimiristoil-rac-glicero-3-metil-poliossietilene (PEG2000 DMG), trometamolo, trometamolo cloridrato, acido acetico, sodio acetato triidrato, saccarosio, acqua per preparazioni iniettabili.
Ogni dose da 0.5 ml contiene 0.017 mg di sodio.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Dispersione per preparazione iniettabile (pH 7.0-8.0) di colore da bianco a biancastro.
Ogni siringa preriempita contiene 0.5 ml di dispersione.
Una dose (0.5 ml) contiene 50 µg SARS-CoV-2 XFG mRNA, un vaccino a mRNA anti-COVID-19 (inserito in nanoparticelle lipidiche).
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Spikevax XFG è indicato per l'immunizzazione attiva nella prevenzione della malattia da coronavirus 2019 (COVID-19) causata dal virus SARS-CoV-2, in soggetti di età pari o superiore a 12.
L'uso di questo vaccino deve essere conforme alle raccomandazioni ufficiali.
Posologia/Impiego
Spikevax XFG deve essere somministrato da un operatore sanitario addestrato.
La siringa preriempita è destinata all'uso singolo.
Per l'applicazione si dovrebbero usare aghi di calibro 21G o più sottili. Le siringhe preriempite vengono fornite senza aghi.
Vaccinazione
Età | Posologia | Raccomandazioni aggiuntive |
Soggetti di età pari o superiore a 12 anni, precedentemente vaccinati o non vaccinati | Una dose da 0.5 ml, somministrata per via intramuscolare. | Spikevax XFG deve essere somministrato almeno 3 mesi dopo la dose più recente di un vaccino anti-COVID-19.. |
Persone di età pari o superiore a 65 anni | Una dose da 0.5 ml, somministrata per via intramuscolare.
| Un'ulteriore dose può essere somministrata almeno 3 mesi dopo la dose più recente di un vaccino anti-COVID-19.
|
Soggetti immunocompromessi di età pari o superiore a 12 anni, precedentemente vaccinati o non vaccinati | Una dose da 0.5 ml, somministrata per via intramuscolare.
| Ulteriori dosi adatte all'età possono essere somministrate nei soggetti severamente immunocompromessi almeno 2 mesi dopo la dose più recente di un vaccino anti-COVID-19 a discrezione del professionista sanitario, tenendo in considerazione le condizioni cliniche del soggetto. |
Tracciabilità
Al fine di garantire la tracciabilità dei medicamenti di produzione biotecnologica, il nome e il numero di lotto del prodotto somministrato devono essere documentati a ogni trattamento.
Persone anziani
Non è necessario alcun aggiustamento della dose nei soggetti anziani di età ≥65 anni.
Bambini
La sicurezza e l'efficacia di Spikevax XFG in soggetti di età inferiore a 12 anni non sono state ancora dimostrate. Non sono disponibili dati.
Spikevax XFG non è indicato nei soggetti di età inferiore a 12 anni.
Modo di somministrazione
Spikevax XFG deve essere somministrato per via intramuscolare. La sede preferita è la regione deltoidea nella parte superiore del braccio.
Non somministrare questo vaccino per via endovenosa, sottocutanea o intradermica.
Per la somministrazione dalle siringhe preriempite si devono usare aghi da 21G o più sottili.
Il vaccino non deve essere miscelato nella stessa siringa con altri vaccini o medicamenti, né deve essere diluito.
Per le precauzioni da adottare prima di somministrare il vaccino, vedere la sezione «Avvertenze e misure precauzionali».
Per le istruzioni relative a scongelamento, manipolazione e smaltimento del vaccino, vedere la rubrica «Altre indicazioni».
Controindicazioni
Spikevax XFG è controindicato nei soggetti con reazioni allergiche gravi note (ad es. anafilassi) a qualsiasi componente del vaccino o a una dose precedente del vaccino anti-COVID-19 di Moderna (vedere «Composizione»).
Avvertenze e misure precauzionali
Ipersensibilità e anafilassi
Sono stati segnalati casi di anafilassi. Devono essere sempre immediatamente disponibili un trattamento medico e una supervisione adeguati nel caso di una reazione anafilattica in seguito alla somministrazione di Spikevax XFG.
A seguito della vaccinazione si consiglia un periodo di osservazione da definirsi nei seguenti termini:
- 30 minuti:
- negli individui che in passato hanno sviluppato una reazione allergica immediata a un'altra vaccinazione o a un'altra terapia iniettabile (di qualsiasi gravità);
- negli individui che in passato hanno manifestato episodi di anafilassi per qualsiasi motivo.
- 15 minuti:
- tutti gli altri individui.
Coloro che manifestano una reazione anafilattica in seguito a una dose precedente Spikevax non devono ricevere una dose successiva del vaccino.
Miocardite e pericardite
Dopo vaccinazione con Spikevax sussiste un aumentato rischio di miocardite e pericardite. La maggior parte dei casi è stata segnalata in giovani uomini, di età compresa tra 18 e 24 anni. Tali eventi hanno evidenziato un'insorgenza principalmente entro 14 giorni. e sono stati osservati con maggiore frequenza dopo la seconda dose rispetto alla prima e con minore frequenza dopo le dosi successive (cfr. la rubrica «Effetti indesiderati»). I dati disponibili suggeriscono che la maggior parte dei casi è tipicamente lieve e i soggetti mostrano una tendenza a recuperare in tempi brevi dopo trattamento standard ed essere stati a riposo. Alcuni casi hanno richiesto supporto in terapia intensiva. Sebbene non sia stato stabilito un nesso di causalità, sono stati riportati eventi fatali in casi molto rari. I dati post-omologazione indicano inoltre che la miocardite e la pericardite conseguenti alla vaccinazione hanno generalmente una durata più breve e minore gravità rispetto alla miocardite o pericardite infettiva. Non sono ancora disponibili informazioni sulle potenziali sequele a lungo termine.
Gli operatori sanitari devono prestare attenzione ai segni e ai sintomi di miocardite e pericardite. Le persone vaccinate devono essere istruite a rivolgersi immediatamente al medico qualora dopo la vaccinazione sviluppino sintomi indicativi di miocardite o pericardite, quali dolore toracico (acuto e persistente), respiro affannoso o palpitazioni.
Gli operatori sanitari devono consultare le linee guida e/o specialisti per diagnosticare e trattare tale affezione.
Soggetti immunocompromessi
L'efficacia e l'immunogenicità del vaccino sono state valutate in soggetti immunocompromessi, compresi quelli soggetti in terapia immunosoppressiva, e potrebbero essere inferiori (cfr. le rubriche «Effetti indesiderati» e «Proprietà/effetti»).
La raccomandazione di considerare una dose aggiuntiva per i soggetti gravemente immunocompromessi (cfr. «Posologia/impiego») si basa sull'evidenza sierologica con pazienti immunocompromessi dopo trapianto di organi solidi (cfr. «Effetti indesiderati» e «Proprietà/effetti»).
Persone a rischio di sanguinamento
Come per le altre iniezioni intramuscolari, Spikevax deve essere somministrato con cautela nei soggetti con disturbi emorragici, come l'emofilia, o nei soggetti attualmente in terapia anticoagulante, per evitare il rischio di formazione di ematomi dopo l'iniezione.
Reazioni associate all'ansia
In relazione alla vaccinazione possono verificarsi reazioni associate all'ansia, tra cui reazione vasovagale (sincope), iperventilazione o reazioni associate allo stress, come risposta psicogena all'iniezione dell'ago. È importante che vengano adottate precauzioni per evitare lesioni da svenimento.
Malattia concomitante
In soggetti con malattia febbrile severa o infezione acuta la vaccinazione deve essere posticipata.
Riacutizzazioni della sindrome da perdita capillare
Sono stati segnalati alcuni casi di riacutizzazioni della sindrome da perdita capillare (CLS) nei primi giorni dopo la vaccinazione con Spikevax (Original). Gli operatori sanitari devono essere a conoscenza dei segni e dei sintomi della CLS per riconoscere e trattare tempestivamente tale condizione. Nei soggetti con anamnesi di CLS, la pianificazione della vaccinazione deve essere effettuata in collaborazione con esperti medici competenti.
Durata della protezione
La durata della protezione offerta dal vaccino non è nota ed è ancora in fase di determinazione tramite studi clinici in corso.
Limitazioni dell'efficacia del vaccino
Come con tutti i vaccini, la vaccinazione con Spikevax XFG potrebbe non proteggere tutti coloro che ricevono il vaccino.
Sostanze ausiliarie con effetti noti
Sodio
Questo vaccino contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose da 0.5 ml, cioè essenzialmente 'senza sodio'.
Interazioni
Altri vaccini
I vaccini antinfluenzali (standard e ad alte dosi) possono essere somministrati in concomitanza con Spikevax (tutte le diverse varianti) (vedere la sezione «Proprietà/effetti»).
Il vaccino a subunità dell'herpes zoster (fuoco di Sant'Antonio) può essere somministrato in concomitanza con Spikevax (tutte le diverse varianti) (vedere la sezione «Proprietà/effetti»).
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
Un ampio numero di dati osservazionali relativi a donne in gravidanza vaccinate con il vaccino anti-COVID-19 Moderna non ha mostrato un aumento degli esiti avversi della gravidanza.
I dati disponibili nel mondo reale, provenienti da Stati Uniti ed Europa e riguardanti più di 60'000 gravidanze, non indicano la presenza di problematiche di sicurezza per Spikevax quando somministrato durante la gravidanza. I dati di sicurezza nel mondo reale, provenienti dagli Stati Uniti e da quattro Paesi europei, sono stati valutati in due studi osservazionali post-autorizzativi, retrospettivi, su larga scala. Nello studio USA basato sui diritti alle prestazioni, non è stato osservato alcun aumento del rischio in termini di esiti per i lattanti dopo esposizione a Spikevax durante la gravidanza rispetto a donne esposte a Spikevax a distanza di tempo (almeno 60 giorni prima dell'ultimo ciclo mestruale, senza esposizione durante la gravidanza), a donne non vaccinate con nessun vaccino anti-COVID-19 o a donne con diagnosi di COVID-19 e non vaccinate. È stato osservato un aumento lieve, ma statisticamente significativo, di diabete gestazionale e disturbi ipertensivi, il cui significato clinico è incerto. Nello studio europeo, i dati disponibili non suggeriscono un aumento del rischio di difetti maggiori alla nascita, esiti avversi della gravidanza o complicanze gravidiche, inclusi il diabete gestazionale e i disturbi ipertensivi gestazionali.
È stato condotto uno studio retrospettivo di coorte basato su un ampio database amministrativo relativo alla sanità negli Stati Uniti (Healthcare Integrated Research Database). La popolazione dello studio comprendeva 271'179 donne eleggibili in età fertile, identificate tra il 1o dicembre 2019 e il 1o gennaio 2023. Le donne in gravidanza esposte ad almeno una dose di Spikevax (n=24'796) sono state confrontate con tre gruppi di riferimento: donne esposte ad almeno una dose di Spikevax almeno 60 giorni prima dell'ultimo ciclo mestruale senza esposizione durante la gravidanza (esposizione a distanza) (n=10'749), donne non vaccinate con nessun vaccino anti-COVID-19 da 60 giorni prima dell'ultimo ciclo mestruale e per tutta la gravidanza (non esposte) (n=23'584) e donne con diagnosi di COVID-19 durante la gravidanza e non esposte ad alcun vaccino anti-COVID-19 da 60 giorni prima dell'ultimo ciclo mestruale e per tutta la gravidanza (n=246'383). Le analisi primarie dello studio non hanno evidenziato alcun aumento del rischio in termini di esiti per i lattanti (incluse malformazioni congenite maggiori [MCM], encefalopatia neonatale, piccoli per l'età gestazionale, ricovero per infezione da COVID-19 nel primo anno di vita), eclampsia o emorragia post-partum dopo l'esposizione a Spikevax rispetto alle donne esposte a Spikevax a distanza. Nelle donne vaccinate sono stati osservati tassi significativamente inferiori di distress respiratorio nel neonato, ricoveri per infezioni nel primo anno di vita, nati morti, parti pretermine e aborti spontanei. Aumenti marginali sono stati osservati nei tassi di pre-eclampsia, ipertensione gestazionale e diabete gestazionale.
In uno studio di sicurezza post-approvazione, basato su dati sanitari e amministrativi elettronici secondari di banche dati nazionali o regionali di quattro Paesi europei partecipanti (Danimarca, Norvegia, Spagna e Regno Unito) dal 2021 al 2023, sono stati calcolati i tassi di incidenza per esiti di gravidanza, la prevalenza di gravi malformazioni congenite e gli esiti del parto, nonché il rischio di mortalità neonatale misurato. Gli esiti di gravidanza sono stati valutati nelle varie banche dati per 16'506 donne esposte a Spikevax in Danimarca, 15'330 in Norvegia, 7'457 in Spagna e 3'175 nel Regno Unito. I risultati di questo studio indicano che la vaccinazione con Spikevax durante la gravidanza, indipendentemente dalla somministrazione precedente o concomitante di altri vaccini anti-COVID-19, non è associata a esiti avversi sulla gravidanza, sul parto o sugli esiti neonatali, MCM incluse, rispetto all'assenza della somministrazione di qualsiasi vaccino anti-COVID-19 durante la gravidanza.
Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti relativamente a gravidanza, sviluppo embriofetale, parto o sviluppo post-natale (v. «Dati preclinici»).
Allattamento
Non è noto se Spikevax XFG venga escreto nel latte umano. Non sono disponibili dati per valutare gli effetti di Spikevax XFG sul neonato allattato al seno o sulla produzione/escrezione di latte.
I dati osservazionali provenienti da donne che allattavano dopo la vaccinazione non hanno mostrato un rischio aumentato di effetti avversi nei neonati/lattanti allattati.
Fertilità
Non sono disponibili dati sulla fertilità negli esseri umani con l'uso del Spikevax XFG.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Non sono stati effettuati studi sugli effetti di Spikevax XFG sulla capacità di guidare veicoli e sulla capacità di usare macchine. Alcuni degli effetti menzionati nella rubrica «Effetti indesiderati» possono alterare la capacità di guidare veicoli o di usare macchine.
Effetti indesiderati
Riassunto del profilo di sicurezza
Partecipanti di età pari o superiore a 18 anni
La sicurezza di Spikevax Original è stata valutata in uno studio clinico in corso di fase 3, randomizzato, controllato con placebo, con osservatore in cieco condotto negli Stati Uniti su 30'351 partecipanti di età pari o superiore a 18 anni che hanno ricevuto almeno una dose di Spikevax (n=15'185) o placebo (n=15'166) (NCT04470427). Al momento della vaccinazione l'età media della popolazione era di 52 anni (range 18-95); 22'831 (75.2%) partecipanti erano di età compresa tra 18 e 64 anni e 7'520 (24.8%) partecipanti erano di età pari o superiore a 65 anni.
Le reazioni avverse più comunemente segnalate sono state: dolore in sede di iniezione (92%), stanchezza (70%), cefalea (64.7%), mialgia (61.5%), artralgia (46.4%), brividi (45.4%), nausea/vomito (23%), tumefazione/dolorabilità ascellare (19.8%), febbre (15.5%), tumefazione (14.7%) e arrossamento (10%) in sede di iniezione. Le reazioni avverse sono state normalmente di intensità lieve o moderata e si sono risolte entro pochi giorni. Una frequenza leggermente inferiore di eventi di reattogenicità è stata associata all'età più avanzata.
Complessivamente, l'incidenza di alcune reazioni avverse è stata più elevata nei gruppi di età inferiore: l'incidenza di tumefazione/dolorabilità ascellare, stanchezza, cefalea, mialgia, artralgia, brividi, nausea/vomito e febbre è stata maggiore negli adulti di età compresa tra 18 e <65 anni rispetto a quelli di età ≥65 anni. Le reazioni avverse sistemiche e locali sono state segnalate più frequentemente dopo la Dose 2 piuttosto che dopo la Dose 1.
Adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni
I dati di sicurezza per Spikevax (originale) negli adolescenti sono stati acquisiti da uno studio clinico in corso di fase 2/3, randomizzato, controllato con placebo, con osservatore in cieco con parti multiple condotto negli Stati Uniti. La prima porzione dello studio ha coinvolto 3'726 partecipanti di età compresa tra 12 e 17 anni che hanno ricevuto almeno una dose di Spikevax (originale) (n=2'486) o placebo (n=1'240) (NCT04649151). Le caratteristiche demografiche dei partecipanti che hanno ricevuto Spikevax (originale) e di coloro che hanno ricevuto il placebo erano simili.
Le reazioni avverse più frequenti negli adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni sono state: dolore in sede di iniezione (97.2 %), cefalea (78.4 %), stanchezza (75.2 %), mialgia (54.3 %), brividi (49.1 %), tumefazione/dolorabilità ascellare (34.6 %), artralgia (34.6%), nausea/vomito (29.3%), tumefazione in sede di iniezione (27.7%), eritema in sede di iniezione (25.8%) e febbre (13.7%).
Questo studio è passato ad uno studio in aperto di fase 2/3 in cui 1'346partecipanti di età compresa tra 12 e 17 anni hanno ricevuto una dose di richiamo di Spikevax almeno 5 mesi dopo la seconda dose del ciclo primario. Non sono state identificate reazioni avverse aggiuntive nella porzione in aperto dello studio.
Tabella delle reazioni avverse
Il profilo di sicurezza presentato di seguito si basa sui dati ottenuti da vari studi clinici controllati con placebo condotti su:
- 30'351 adulti di età ≥18 anni
- 3'726 adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni
- e dall'esperienza post-marketing.
Le reazioni avverse segnalate sono elencate in base alla seguente frequenza:
molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1.000, <1/100) raro (≥1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)
All'interno di ciascun gruppo di frequenza, le reazioni avverse sono presentate in ordine di gravità decrescente (Tabella 1).
Tabella 1. Reazioni avverse derivanti dagli studi clinici condotti su Spikevax e dall'esperienza post-autorizzativa in soggetti di età pari o superiore a 12 anni
Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA | Frequenza | Reazioni avverse |
Patologie del sistema emolinfopoietico | Molto comune | Linfoadenopatia* |
Disturbi del sistema immunitario | Raro | Anafilassi
|
Non nota | Ipersensibilità | |
Patologie del sistema nervoso | Molto comune | Cefalea |
Non comune | Capogiro | |
Raro | Paralisi facciale periferica acuta** Ipoestesia Parestesia | |
Patologie cardiache | Molto raro | Miocardite Pericardite |
Patologie gastrointestinali | Molto comune | Nausea/vomito |
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Comune | Eruzione cutanea |
Non comune | Orticaria acuta e ritardata | |
Raro | Eritema multiforme | |
Non nota | Orticaria meccanica Orticaria cronica | |
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo | Molto comune | Mialgia |
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione | Molto comune | Dolore in sede di iniezione |
Comune | Orticaria in sede di iniezione Reazione ritardata in sede di iniezione*** | |
Non comune | Prurito in sede di iniezione | |
Raro | Tumefazione del viso**** | |
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella | Non nota | Disturbi mestruali***** |
*La linfoadenopatia è stata rilevata come linfoadenopatia ascellare sullo stesso lato della sede di iniezione. In alcuni casi sono stati interessati altri linfonodi (ad es. cervicali, sovraclaveari).
**Nel corso dell'intero periodo di follow-up di sicurezza, paralisi facciale periferica acuta è stata segnala in tre partecipanti nel gruppo Spikevax e in un partecipante nel gruppo placebo. L'insorgenza nei partecipanti del gruppo vaccino è stata a 22, 28 e 32 giorni dopo la Dose 2.
*** Con reazione tardiva nella sede dell'iniezione si intendevano dolori, eritema e gonfiore e il tempo mediano all'insorgenza è stato di 9 giorni dopo la prima iniezione e di 11 giorni dopo la seconda iniezione. La durata mediana è stata di 4 giorni dopo la prima iniezione e di 4 giorni dopo la seconda iniezione.
****Si sono verificati due eventi avversi gravi di tumefazione del viso in persone che hanno ricevuto il vaccino e avevano una storia di iniezioni di filler dermatologici. L'insorgenza della tumefazione è stata segnalata rispettivamente al giorno 1 e al giorno 3 dopo la vaccinazione.
***** Casi di post-marketing. La maggior parte dei casi di flusso mestruale abbondante è stata segnalata come non grave e di natura temporanea.
Partecipanti che hanno ricevuto una vaccinazione di richiamo (booster originale)
Sono disponibili solo dati limitati (di 167 partecipanti) relativi alla vaccinazione di richiamo (booster) con Spikevax. Questo studio di conferma della dose di fase 2, randomizzato, in cieco per l'osservatore, controllato con placebo, ancora in corso, ha esaminato la sicurezza, la reattogenicità e l'immunogenicità di Spikevax in partecipanti di età pari o superiore a 18 anni (NCT04405076). In questo studio 198 partecipanti hanno ricevuto due dosi (0.5 ml a distanza di 1 mese) di Spikevax nel ciclo di vaccinazione primario. Durante una fase in aperto dello studio, 167 di questi partecipanti hanno ricevuto una singola dose di richiamo (0.25 ml) almeno 6 mesi dopo aver ricevuto la seconda dose del ciclo di vaccinazione primario. In questo gruppo sono stati osservati 2 casi di pericardite correlati temporalmente con la somministrazione della vaccinazione di richiamo (vedere l'avvertenza relativa alla miocardite/pericardite). Per il resto, il profilo degli effetti collaterali osservato per la vaccinazione di richiamo è stato simile a quello osservato dopo la seconda dose del ciclo di vaccinazione primario.
Vaccinazione di richiamo con Spikevax Bivalent Original / Omicron
La sicurezza, la reattogenicità e l'immunogenicità di una vaccinazione di richiamo bivalente con Spikevax vengono valutate in uno studio in corso, in aperto, di fase II/III, condotto con partecipanti di età pari o superiore ai 18 anni (mRNA‑1273‑P205). In questo studio, 437 partecipanti hanno ricevuto la vaccinazione di richiamo con 50 µg di Spikevax Bivalent Original / Omicron e 377 partecipanti hanno ricevuto la vaccinazione di richiamo con 50 µg di Spikevax originale (monovalente).
La vaccinazione di richiamo con Spikevax Bivalent Original / Omicron ha evidenziato un profilo di reattogenicità simile a quello della vaccinazione di richiamo con il booster di Spikevax originale come seconda vaccinazione di richiamo. Anche la frequenza degli effetti indesiderati dopo la vaccinazione con Spikevax Bivalent Original / Omicron è stata simile o inferiore rispetto a una prima vaccinazione di richiamo con Spikevax originale (50 µg) e rispetto alla seconda dose di Spikevax nell'ambito del ciclo di vaccinazione primario (100 µg). Non sono stati rilevati nuovi segnali di sicurezza.
Spikevax Bivalent Original/Omicron BA.4-5 (vaccinazione di richiamo)
La sicurezza, la reattogenicità e l'immunogenicità di una vaccinazione di richiamo bivalente con Spikevax Bivalent Original/Omicron BA.4-5 sono attualmente oggetto di valutazione in uno studio di fase II/III in corso, in aperto, con partecipanti di età pari o superiore a 18 anni (mRNA-1273-P205). In questo studio, 511 partecipanti hanno ricevuto la vaccinazione di richiamo con Spikevax Bivalent Original/Omicron BA.4-5 (50 µg) e 376 partecipanti hanno ricevuto la vaccinazione di richiamo con Spikevax originale (monovalente, 50 µg).
La vaccinazione di richiamo con Spikevax Bivalent Original / Omicron BA.4-5 ha mostrato un profilo di reattogenicità simile a quello della vaccinazione di richiamo con il booster originale Spikevax come secondo richiamo. Anche la frequenza degli effetti collaterali dopo la vaccinazione con Spikevax Bivalent Original / Omicron BA.4-5 è risultata simile o inferiore rispetto a una prima vaccinazione di richiamo con Spikevax originale (50 µg) e rispetto alla seconda dose di Spikevax nel ciclo di vaccinazione primario (100 µg). Non sono stati rilevati nuovi segnali di sicurezza. La frequenza degli effetti collaterali non sembra essere aumentata nei partecipanti che avevano già contratto l'infezione da SARS-CoV-2 rispetto ai partecipanti che non avevano contratto l'infezione prima di ricevere la vaccinazione di richiamo.
Spikevax XBB.1.5 (vaccinazione di richiamo)
La sicurezza, la reattogenicità e l'immunogenicità di una vaccinazione di richiamo con Spikevax XBB.1.5 sono oggetto di valutazione in uno studio di fase II/III in corso, in aperto, in soggetti adulti (mRNA-1273-P205, Parte J). In questo studio, 50 partecipanti hanno ricevuto una vaccinazione di richiamo con Spikevax XBB.1.5 (50 µg) e 51 partecipanti hanno ricevuto una vaccinazione di richiamo con un vaccino bivalente sperimentale (XBB.1.5 / Omicron BA.4-5, 50 µg).
Il profilo di reattogenicità della vaccinazione con Spikevax XBB.1.5 è risultato uguale a quello della vaccinazione con Spikevax (Original) o Spikevax Bivalent Original / Omicron BA.4-5. L'analisi ad interim non ha evidenziato reazioni locali o sistemiche di grado 4 né eventi avversi fatali o gravi. Il tempo mediano di follow-up per entrambi i gruppi di vaccinazione in questa analisi ad interim è stato di 20 giorni (intervallo di 20-22 giorni con data di cut-off 16 maggio 2023).
Spikevax (Original) in soggetti sottoposti a trapianto di organi solidi
La sicurezza, la reattogenicità e l'immunogenicità di Spikevax (Original) sono state valutate in uno studio di fase 3b a due parti, in aperto, su adulti sottoposti a trapianto di organi solidi (SOT), inclusi trapianti di reni e fegato (mRNA-1273-P304). È stata somministrata una dose di 100 microgrammi (0.5 ml), che era la dose omologata al tempo in cui lo studio è stato condotto.
Nella Parte A, 128 soggetti sottoposti a SOT hanno ricevuto una terza dose di Spikevax (Original). Nella Parte B, 159 soggetti sottoposti a SOT hanno ricevuto una dose di richiamo almeno 4 mesi dopo l'ultima dose (quarta dose per i vaccini a mRNA e terza dose per i vaccini non a mRNA).
Spikevax (Original), somministrato secondo il ciclo di vaccinazione primario di tre dosi più quarta dose (di richiamo), è stato ben tollerato con un profilo di sicurezza accettabile nei soggetti SOT. La reattività era in linea con il noto profilo di Spikevax (Original). Non sono emersi dati di sicurezza imprevisti.
Somministrazione concomitante di Spikevax (tutte le diverse varianti) con vaccini antinfluenzali o herpes zoster (fuoco di Sant'Antonio)
Non ci sono state differenze clinicamente significative nel profilo di sicurezza e reattogenicità tra la somministrazione concomitante di Spikevax con vaccini a subunità influenzali o herpes zoster e la somministrazione sequenziale.
Notifica di effetti collaterali sospetti
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Non sono stati riportati casi di un sovradosaggio.
In caso di sovradosaggio, si raccomanda il monitoraggio delle funzioni vitali e un eventuale trattamento sintomatico.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
J07BN01
Meccanismo d'azione
Spikevax XFG codifica per la proteina spike del SARS-CoV-2 stabilizzata in prefusione. A seguito dell'iniezione intramuscolare, le cellule assorbono le nanoparticelle lipidiche riuscendo a rilasciare al loro interno la sequenza di mRNA per la traduzione in proteina. Il sistema di rilascio dell'mRNA si basa sul principio e sull'osservazione che le cellule in vivo possono assorbire l'mRNA, tradurlo ed esprimere l'antigene proteico nella conformazione desiderata. L'mRNA veicolato non entra nel nucleo cellulare né interagisce con il genoma; non è replicante e la sua espressione è transitoria. La proteina subisce una modifica e traslocazione post-traduzionale divenendo una proteina Spike correttamente ripiegata e completamente funzionale che viene inserita nella membrana cellulare della/e cellula/e esprimente/i. La proteina Spike è legata alla membrana, imitando la presentazione di un'infezione naturale.
La proteina Spike espressa di SARS-CoV-2 viene quindi riconosciuta dalle cellule immunitarie come antigene estraneo: ciò induce una risposta sia delle cellule T che delle cellule B. La risposta immunitaria alla proteina Spike determina risposte funzionali anticorpali e delle cellule T e la generazione di popolazioni di cellule della memoria immunitaria.
L'mRNA modificato a livello dei nucleosidi in Spikevax XFG (SARS-CoV-2 XFG mRNA) è formulato in particelle lipidiche, che consentono il rilascio dell'mRNA modificato a livello dei nucleosidi all'interno delle cellule ospite per consentire l'espressione dell'antigene S di SARS-CoV-2. Il vaccino innesca una risposta immunitaria all'antigene S che protegge da COVID-19.
Farmacodinamica
Non applicabile.
Efficacia clinica di Spikevax Original
Efficacia negli adulti di età pari o superiore a 18 anni
Nello studio 1, studio clinico di fase 3, randomizzato, controllato con placebo, con osservatore in cieco (NCT04470427) sono stati esclusi soggetti immunocompromessi o che avevano ricevuto immunosoppressori negli ultimi 6 mesi, nonché partecipanti in gravidanza o con una storia nota di infezione da SARS-CoV-2. Non sono stati esclusi i partecipanti con malattia da HIV stabile. Non era consentita la somministrazione di qualsiasi vaccino nei 28 giorni precedenti o successivi a qualsiasi dose di Spikevax ad eccezione dei vaccini antinfluenzali, i quali potevano essere somministrati 14 giorni prima o 14 giorni dopo qualsiasi dose di Spikevax. Era inoltre richiesto che i partecipanti rispettassero un intervallo minimo di 3 mesi dopo aver ricevuto emocomponenti/plasmaderivati o immunoglobuline prima dello studio per poter ricevere il placebo oppure Spikevax.
Sono stati osservati 30'351 soggetti in totale, per un periodo mediano di 92 giorni (range: 1-122), per l'insorgenza di COVID-19 dopo la Dose 1.
La popolazione per l'analisi di efficacia primaria (di seguito indicata come Per-Protocol Set o PPS) ha compreso 28'207 soggetti che hanno ricevuto Spikevax (n=14'134) o placebo (n=14'073) e che erano negativi al SARS-CoV-2 al basale (tabella 2). La popolazione dello studio per la PPS era per il 47.4% di sesso femminile e per il 52.6% di sesso maschile; per il 79.5% bianca, per il 9.7% di etnia afroamericana, per il 4.6% asiatica e per il 6.2% di altre etnie. Il 19.7% dei partecipanti si era identificato come ispanico o latino. L'età mediana dei soggetti era di 53 anni (range:18-94). Per l'inclusione nella PPS era consentita una finestra di dosaggio da -7 a +14 giorni per la somministrazione della seconda dose (programmata al giorno 29). Il 98% di coloro che hanno ricevuto il vaccino ha ricevuto la seconda dose da 25 a 35 giorni dopo la Dose 1 (corrispondenti a una finestra da -3 a +7 giorni intorno all'intervallo di 28 giorni).
I casi di COVID-19 sono stati confermati mediante reazione a catena della polimerasi a trascrizione inversa (RT-PCR) e da un Comitato di validazione clinica. L'efficacia del vaccino, complessiva e suddivisa per i principali gruppi di età, è presentata nella Tabella 2.
Tabella 2: Analisi di efficacia primaria: casi confermati di COVID-19# indipendentemente dalla gravità, a partire da 14 giorni dopo la somministrazione della 2a - Per-Protocol Set
Età Gruppo (anni) | Spikevax | Placebo | % di efficacia (IC al 95%)* | ||||
Soggetti N | Casi di COVID-19 n | Tasso di incidenza di COVID-19 per 1 000 anni-persone | Soggetti N | Casi di COVID-19 n | Tasso di incidenza di COVID-19 per 1 000 anni-persone | ||
Tutti (>18) | 14'134 | 11 | 3.328 | 14'073 | 185 | 56.510 | 94.1 (89.3; 96.8) |
da 18 a <65 | 10'551 | 7 | 2.875 | 10'521 | 156 | 64.625 | 95.6 (90.6; 97.9) |
>65 | 3'583 | 4 | 4.595 | 3'552 | 29 | 33.728 | 86.4 (61.4; 95.2) |
>65 a <75 | 2'953 | 4 | 5.586 | 2'864 | 22 | 31.744 | 82.4 (48.9; 93.9) |
>75 | 630 | 0 | 0 | 688 | 7 | 41.968 | 100 (NE, 100) |
NE= non può essere stimato
# COVID-19: malattia sintomatica che ha richiesto un risultato positivo al test RT-PCR e almeno 2 sintomi sistemici o 1 sintomo respiratorio. Casi con esordio a partire da 14 giorni dopo la somministrazione della 2a dose
*Efficacia del vaccino (VE) e intervallo di confidenza (IC) al 95% ottenuti dal modello dei rischi proporzionali di Cox stratificato
**IC non aggiustato per molteplicità. Analisi statistiche aggiustate per molteplicità sono state condotte in un'analisi ad interim basata su meno casi di COVID-19, non riportata qui.
Efficacia contro COVID-19 di grado severo
Tra tutti i soggetti della popolazione PPS non sono stati segnalati casi severi di COVID-19 nel gruppo del vaccino rispetto a 30 casi dei 185 (16%) segnalati nel gruppo placebo. Dei 30 partecipanti con malattia di grado severo, 9 sono stati ricoverati, di cui 2 in un reparto di terapia intensiva. La maggior parte dei restanti casi severi soddisfaceva solo il criterio della saturazione dell'ossigeno (SpO2) per la definizione della malattia di grado severo (SpO2 ≤93% in aria ambiente) (Tabella 3).
Analisi di efficacia aggiuntive
L'analisi per sottogruppi dell'efficacia del vaccino 14 giorni dopo la Dose 2 è presentata nella Tabella 3.
Tabella 3: Analisi per sottogruppi dell'efficacia del vaccino anti-COVID-19 14 giorni dopo la Dose 2 secondo le valutazioni del Comitato di validazione (set di analisi di efficacia primaria) - Set per protocollo
Sottogruppo | Spikevax | Placebo | % di efficacia (IC al 95%)** | ||||
Soggetti N | Casi di COVID-19 n | Tasso di incidenza di COVID-19 per 1 000 anni-persone | Soggetti N | Casi di COVID-19 n | Tasso di incidenza di COVID-19 per 1 000 anni-persone | ||
Rischio complessivo elevato* | 3'206 | 4 | 5.227 | 3'167 | 43 | 57.202 | 90.9 (74.7; 96.7) |
Rischio elevato* da 18 a <65 | 2'155 | 2 | 3.947 | 2'118 | 35 | 70.716 | 94.4 (76.9; 98.7) |
Rischio non elevato* da 18 a <65 | 8'396 | 5 | 2.594 | 8'403 | 121 | 63.054 | 95.9 (90.0; 98.3) |
Donne | 6'768 | 7 | 4.364 | 6'611 | 98 | 62.870 | 93.1 (85.2; 96.8) |
Uomini | 7'366 | 4 | 2.352 | 7'462 | 87 | 50.730 | 95.4 (87.4; 98.3) |
*Soggetti a maggior rischio di COVID-19 severo a causa di almeno una condizione medica preesistente (malattia polmonare cronica, malattia cardiaca significativa, obesità grave, diabete, malattia epatica o infezione da HIV), indipendentemente dall'età
**Efficacia del vaccino (VE) e intervallo di confidenza (IC) al 95% ottenuti dal modello dei rischi proporzionali di Cox stratificato
L'efficacia vaccinale dello Spikevax nella prevenzione di COVID-19, indipendentemente da precedente infezione da SARS-CoV-2 (stabilita tramite test sierologico e tampone nasofaringeo al basale) a partire da 14 giorni dopo la Dose 2 era del 93,6% (intervallo di confidenza al 95% 88.5%, 96.4%).
Efficacia clinica negli adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni
Lo studio condotto sugli adolescenti (NCT04649151) è uno studio clinico in corso di fase 2/3, randomizzato, controllato con placebo, con osservatore in cieco volto a valutare la sicurezza, la reattogenicità e l'efficacia di Spikevax (originale) in adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni. Sono stati esclusi dallo studio i partecipanti con anamnesi nota di infezione da SARS-CoV-2. In totale, 3'732 partecipanti sono stati randomizzati in rapporto 2:1 a ricevere 2 dosi di Spikevax (originale) o di placebo (soluzione fisiologica) a distanza di 1 mese l'una dall'altra.
È stata condotta un'analisi di efficacia secondaria su 3'181 partecipanti che hanno ricevuto 2 dosi di Spikevax (originale) (n=2'139) o di placebo (n=1'042) e risultavano negativi al SARS-CoV-2 al basale nella serie di analisi per protocollo. Tra i partecipanti che hanno ricevuto Spikevax (originale) e coloro che hanno ricevuto il placebo non sono state riscontrate differenze significative in termini demografici o in relazione a patologie mediche preesistenti.
La definizione di COVID-19 è stata: malattia sintomatica che ha richiesto un risultato positivo al test RT-PCR e almeno 2 sintomi sistemici o 1 sintomo respiratorio. Casi con esordio a partire da 14 giorni dopo la somministrazione della seconda dose.
Sono stati identificati zero casi sintomatici di COVID-19 nel gruppo Spikevax (originale) e 4 casi sintomatici di COVID-19 nel gruppo placebo.
Immunogenicità in soggetti immunocompromessi
È stato condotto uno studio specifico, controllato e randomizzato, su 120 soggetti che, in termini mediani, erano stati sottoposti a trapianto di diversi organi solidi (cuore, rene, rene e pancreas, fegato, polmone, pancreas) nei 3.57 anni precendenti (intervallo 1.99‑6.75 anni). A 60 di questi soggetti è stata somministrata una terza dose di Spikevax a distanza di circa 2 mesi dalla seconda dose; come termine di paragone gli altri 60 soggetti hanno ricevuto una soluzione fisiologica come placebo. A quattro settimane post-terza dose si è registrato un aumento significativo del livello di anticorpi anti-SARS-CoV-2 in 55.0% dei soggetti del gruppo Spikevax e in 17.5% dei soggetti del gruppo placebo (10 su 57).
Immunogenicità in soggetti sottoposti a trapianto di organi solidi
La sicurezza, la reattogenicità e l'immunogenicità di Spikevax (Original) sono state valutate in uno studio di fase 3b a due parti, in aperto, su adulti sottoposti a trapianto di organi solidi (SOT), inclusi trapianti di reni e fegato (mRNA-1273-P304). È stata somministrata una dose di 100 microgrammi (0.5 ml), che era la dose omologata al tempo in cui lo studio è stato condotto.
Nella Parte A, 128 soggetti sottoposti a SOT hanno ricevuto una terza dose di Spikevax (Original). Nella Parte B, 159 soggetti sottoposti a SOT hanno ricevuto una dose di richiamo almeno 4 mesi dopo l'ultima dose.
Nell'ambito dello studio, l'immunogenicità è stata valutata mediante misurazione degli anticorpi neutralizzanti contro lo pseudovirus che esprime il ceppo ancestrale di SARS-CoV-2 (D614G) a 1 mese dalla dose 2, dalla dose 3, dalla dose di richiamo e fino a 12 mesi dall'ultima dose nella Parte A, e fino a 6 mesi dalla dose di richiamo nella Parte B.
Tre dosi di Spikevax (Original) hanno indotto più alti titoli anticorpali neutralizzanti rispetto a prima della dose 1 e a dopo la dose 2. Una più alta percentuale di soggetti SOT che hanno ricevuto tre dosi ha raggiunto la sierorisposta rispetto ai partecipanti che hanno ricevuto due dosi. I livelli di anticorpi neutralizzanti osservati nei partecipanti SOT fegato che avevano ricevuto tre dosi erano comparabili alle risposte post-dose 2 osservate in partecipanti adulti immunocompetenti, negativi al basale per SARS-CoV-2 in questo studio e nello studio P301. Nei partecipanti SOT rene le risposte anticorpali neutralizzanti hanno continuato a essere numericamente più basse dopo la dose 3 rispetto ai partecipanti SOT fegato. I livelli di neutralizzazione osservati un mese dopo la dose 3 si sono mantenuti fino a sei mesi, con livelli di anticorpi 26 volte superiori e un tasso di sierorisposta del 67% rispetto al basale.
Una quarta dose (di richiamo) di Spikevax (Original) ha potenziato la risposta anticorpale neutralizzante nei partecipanti SOT rispetto alla dose 3, indipendentemente dai vaccini ricevuti in precedenza [mRNA-1273 (Moderna), BNT162b2 o qualsiasi combinazione a base di mRNA]; tuttavia, i partecipanti SOT rene hanno mostrato risposte anticorpali neutralizzanti numericamente inferiori rispetto ai partecipanti SOT fegato.
Immunogenicità in soggetti di età pari o superiore a 18 anni - che hanno ricevuto la vaccinazione di richiamo originale (booster; 0.25 ml, 50 µg)
Uno studio volto alla conferma della dose, di fase 2, randomizzato, in cieco per l'osservatore, controllato con placebo, ancora in corso, ha valutato la sicurezza, la reattogenicità e l'immunogenicità di Spikevax in partecipanti di età compresa tra 18 e 55 anni (NCT04405076). In questo studio 198 partecipanti hanno ricevuto due dosi (0.5 ml a distanza di 1 mese) di Spikevax nel ciclo di vaccinazione primario. Durante una fase open label, 149 di questi partecipanti (Per-Protocol Set) hanno ricevuto una singola dose di richiamo (0.25 ml) almeno 6 mesi dopo aver ricevuto la seconda dose del ciclo di vaccinazione primario. Al giorno 29 dalla sua somministrazione la singola dose di richiamo (0.25 ml) si è dimostrata immunogenica e non inferiore rispetto all'immunogenicità al giorno 57 del ciclo primario (due dosi da 0.5 ml a distanza di 1 mese) in un sottogruppo di partecipanti di età pari o superiore a 18 anni nello studio sugli adulti.
Sono disponibili solo dati a breve termine sull'immunogenicità; allo stato attuale non si dispone di informazioni sulla protezione a lungo termine e sulla memoria immunologica.
Immunogenicità in soggetti di età pari o superiore ai 18 anni dopo la vaccinazione di richiamo bivalente con Spikevax Bivalent Original / Omicron (0.5 ml, 50 µg)
La sicurezza, la reattogenicità e l'immunogenicità di una vaccinazione di richiamo bivalente con Spikevax vengono valutate in uno studio in corso, in aperto, di fase II/III, condotto con partecipanti di età pari o superiore ai 18 anni (mRNA‑1273‑P205). In questo studio, 437 partecipanti hanno ricevuto la vaccinazione di richiamo con 50 µg di Spikevax Bivalent Original / Omicron e 377 partecipanti hanno ricevuto la vaccinazione di richiamo con 50 µg di Spikevax originale.
Nello studio P205 Parte G sono state valutate la sicurezza, la reattogenicità e l'immunogenicità del vaccino Spikevax bivalente, contenente quantità uguali di mRNA delle sequenze della proteina spike del SARS-CoV‑2 originale e della variante Omicron (25 µg dell'originale/25 µg di Omicron), quando somministrato come seconda vaccinazione di richiamo a soggetti adulti che, almeno 3 mesi prima dell'inclusione nello studio, avevano ricevuto 2 dosi di Spikevax (100 µg) come ciclo di vaccinazione primario e una dose di richiamo con Spikevax originale (monovalente, 50 µg). Nello studio P205 Parte F, i partecipanti hanno ricevuto Spikevax Bivalent Original / Omicron (50 µg) come seconda vaccinazione di richiamo, e il gruppo della Parte F costituiva un gruppo di paragone interno, non contemporaneo, con il gruppo vaccinato con Spikevax Bivalent Original / Omicron.
In questo studio, l'analisi di immunogenicità primaria si basava sulla popolazione di immunogenicità primaria, comprendente partecipanti che all'inizio dello studio (prima della vaccinazione di richiamo) non mostravano segni di infezione da SARS-CoV-2. Nell'analisi primaria, la media geometrica stimata dei titoli (GMT) degli anticorpi neutralizzanti diretti contro il virus SARS-CoV‑2 originale e il relativo IC 95% 28 giorni dopo la vaccinazione di richiamo con Spikevax Bivalent Original / Omicron e Spikevax originale sono stati, rispettivamente, di 6'422,3 (5'990.1; 6'885.7) e 5'286.6 (4'887.1; 5'718.9). Il GMR (IC 97.5%) è stato di 1.22 (1.08; 1.37) e ha soddisfatto il criterio predefinito di non inferiorità (limite inferiore dell'IC 97.5% ≥0.67). Il tasso di risposta sierologica (SAR) al virus SARS-CoV‑2 originale e il relativo IC 95% 28 giorni dopo la vaccinazione di richiamo con Spikevax Bivalent Original / Omicron e Spikevax originale sono stati, rispettivamente, del 100 % (98.9; 100) e del 100 % (98.6; 100). La differenza nel SAR è stata pari a 0 e ha soddisfatto il criterio di non inferiorità (limite inferiore dell'IC > ‑10 %).
Nell'analisi primaria, il SAR (IC 95%) a Omicron 28 giorni dopo la vaccinazione di richiamo con Spikevax Bivalent Original / Omicron e Spikevax originale è stato, rispettivamente, del 100 % (98.9; 100) e del 99.2 % (97.2; 99.9). La differenza nel SAR (IC 97.5%) è stata dell'1.5 % (‑1.1; 4.0) e ha soddisfatto il criterio di non inferiorità (limite inferiore dell'IC > ‑10 %).
I GMT stimati degli anticorpi neutralizzanti diretti contro Omicron al giorno 29 sono stati, rispettivamente, di 2'479.9 (2'264.5; 2'715.8) e 1'421.2 (1'283.0; 1'574.4) nei gruppi che avevano ricevuto una vaccinazione di richiamo con Spikevax Bivalent Original / Omicron o con Spikevax originale. Il GMR (IC 97.5%) è stato di 1.75 (1.49; 2.04) e ha soddisfatto il criterio predefinito di superiorità (limite inferiore dell'IC > 1).
Immunogenicità in soggetti di età pari o superiore ai 18 anni dopo la vaccinazione di richiamo bivalente con Spikevax Bivalent Original / Omicron BA.4-5 (0.5 ml, 25 µg/25 µg)
La sicurezza, la reattogenicità e l'immunogenicità di una vaccinazione di richiamo bivalente con Spikevax Bivalent Original/Omicron BA.4-5 sono attualmente oggetto di valutazione in uno studio di fase II/III in corso, in aperto, con partecipanti di età pari o superiore a 18 anni (mRNA-1273-P205). In questo studio, 511 partecipanti hanno ricevuto la vaccinazione di richiamo con Spikevax Bivalent Original/Omicron BA.4-5 (50 µg) e 376 partecipanti hanno ricevuto la vaccinazione di richiamo con Spikevax originale (monovalente, 50 µg).
Nello studio P205 Parte H sono state valutate la sicurezza, la reattogenicità e l'immunogenicità di Spikevax Bivalent Original / Omicron BA.4-5 somministrato come seconda vaccinazione di richiamo ad adulti che in precedenza avevano ricevuto due dosi di Spikevax originale (monovalente, 100 µg) come immunizzazione di base e una prima vaccinazione di richiamo con Spikevax originale (monovalente, 50 µg). Nello studio P205 Parte F, i partecipanti hanno ricevuto Spikevax originale (monovalente, 50 µg) come seconda vaccinazione di richiamo, e il gruppo della Parte F costituiva un gruppo di paragone interno, non contemporaneo, con il gruppo vaccinato con Spikevax Bivalent Original / Omicron BA.4-5.
In questo studio, l'analisi di immunogenicità primaria si basava sulla popolazione di immunogenicità primaria, comprendente partecipanti che all'inizio dello studio (prima della vaccinazione di richiamo) non mostravano segni di infezione da SARS-CoV-2. Nell'analisi primaria, la media geometrica stimata dei titoli (GMT) degli anticorpi neutralizzanti diretti contro il virus SARS-CoV‑2 originale e il relativo IC 95% 28 giorni dopo la vaccinazione di richiamo con Spikevax Bivalent Original / Omicron BA.4-5 e Spikevax originale (monovalente) sono stati, rispettivamente, di 87.9 (72.2, 107.1) e 2'324.6 (1'921.2, 2'812.7). Il GMR al giorno 29 di Spikevax Bivalent Original / Omicron BA.4-5 rispetto alla vaccinazione di richiamo con Spikevax originale (monovalente, 50 µg) è stato di 6.29 (5.27, 7.51) e ha soddisfatto il criterio prespecificato di superiorità (limite inferiore dell'IC >1).
I GMT stimati degli anticorpi neutralizzanti (IC 95%) diretti contro Omicron BA.4/BA.5, aggiustati per titolo pre-vaccinazione di richiamo e fascia d'età, sono stati, rispettivamente, di 2'747.3 (2'399.2; 3'145.9) e 436.7 (389.1; 490.0) 28 giorni dopo la vaccinazione di richiamo con Spikevax Bivalent Original / Omicron BA.4-5 e Spikevax originale (monovalente, 50 µg). Il GMR (IC 95%), pari a 6.29 (5.27; 7.51), ha soddisfatto il criterio prespecificato di non inferiorità (limite inferiore dell'IC >0.667).
Immunogenicità in soggetti di età pari o superiore a 18 anni dopo vaccinazione con Spikevax XBB.1.5 (0.5 ml, 50 µg) rispetto al vaccino bivalente sperimentale XBB.1.5 / BA.4-5 (0.5 ml, 25 µg / 25 µg)
La sicurezza, la reattogenicità e l'immunogenicità di Spikevax XBB.1.5 (50 µg di mRNA della proteina spike di Omicron XBB.1.5) e di un vaccino bivalente contenente la stessa quantità di mRNA della proteina spike di Omicron XBB.1.5 e Omicron BA.4-5 (25 µg di XBB.1.5 / 25 µg di BA.4-5) sono oggetto di valutazione in uno studio di fase II/III, in aperto, con partecipanti di età pari o superiore a 18 anni. In questo studio, 50 partecipanti hanno ricevuto Spikevax XBB.1.5 e 51 partecipanti hanno ricevuto il vaccino bivalente sperimentale XBB.1.5 / BA.4-5 (mRNA-1273-P205 Parte J). I due gruppi sono stati randomizzati in rapporto 1:1 con procedura open-label. I vaccini sono stati somministrati come quinta dose a partecipanti adulti che avevano precedentemente ricevuto un'immunizzazione di base con due dosi di un qualsiasi vaccino a mRNA anti-COVID-19, una dose di richiamo di un qualsiasi vaccino a mRNA anti-COVID-19 e una dose di richiamo di un qualsiasi vaccino a mRNA bivalente Original/Omicron BA.4-5. Al 15° giorno, Spikevax XBB.1.5 e il vaccino bivalente sperimentale XBB.1.5 / BA.4-5 hanno provocato forti reazioni neutralizzanti contro XBB.1.5, XBB.1.16, BA.4-5, BQ.1.1 e D614G.
Nel gruppo di immunogenicità secondo il protocollo, comprendente tutti i partecipanti con e senza precedente infezione da SARS-CoV-2 (N=49 per Spikevax XBB.1.5 e N=50 per i gruppi XBB.1.5 / BA.4-5 bivalente), il tasso di incremento della media geometrica (GMFR) al giorno 15 (IC 95%) per Spikevax XBB.1.5 e XBB.1.5 / BA.4-5 bivalente è stato rispettivamente di 16.7 (12.8, 21.7) e 11.6 (8.7, 15.4) rispetto a XBB.1.5 e di 6.3 (4.8, 8.2) e 5.3 (3.9, 7.1) rispetto a BA.4-5. Per le varianti non incluse nei vaccini, il GMFR al giorno 15 (IC 95%) per Spikevax XBB.1.5 e il vaccino sperimentale bivalente XBB.1.5 / BA.4-5 è stato di 11.4 (8.5, 15.4) e 9.3 (7.0, 12.3) rispetto a XBB.1.16, di 5.8 (4.7, 7.3) e 6.1 (4.6, 7.9) rispetto a BQ.1.1 e 2.8 (2.2, 3.5) e 2.3 (1.9, 2.8) rispetto a D614G.
Immunogenicità negli adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni in seguito alla vaccinazione primaria con Spikevax (originale)
È stata condotta un'analisi di non inferiorità volta a valutare i tassi di sierorisposta e i titoli neutralizzanti al 50% contro SARS-CoV-2 28 giorni dopo la dose 2 nella sottoserie di immunogenicità per protocollo composta da adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni (n=340) nello studio condotto sugli adolescenti e nei partecipanti di età compresa tra 18 e 25 anni (n=296) nello studio condotto sugli adulti. I soggetti non presentavano evidenze virologiche o immunologiche di pregressa infezione da SARS-CoV-2 al basale. Il rapporto delle medie geometriche (GMR) dei titoli di anticorpi neutralizzanti negli adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni rispetto ai soggetti di età compresa tra 18 e 25 anni è stato pari a 1.08 (IC al 95%: 0.94; 1.24). La differenza tra i tassi di sierorisposta è stata dello 0.2% (IC al 95%: -1.8; 2.4). Sono stati soddisfatti i criteri di non inferiorità (limite inferiore dell'IC al 95% per GMR >0.67 e limite inferiore dell'IC al 95% per la differenza tra i tassi di sierorisposta >-10%).
Immunogenicità negli adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni - dopo dose di richiamo (booster) con Spikevax (originale)
L'obiettivo di immunogenicità primario della fase di richiamo di questo studio era di dedurre. L'efficacia della dose di richiamo in partecipanti di età compresa tra 12 e 17 anni confrontando le risposte immunitarie dopo il richiamo (giorno 29) a quelle ottenute dopo la seconda dose del ciclo primario (giorno 57) in giovani adulti (di età compresa tra 18 e 25 anni) nello studio negli adulti. L'efficacia della dose di richiamo di Spikevax 50 microgrammi è dedotta se le risposte immunitarie dopo la dose di richiamo (concentrazione media geometrica [geometric mean concentration, GMC] di anticorpi neutralizzanti [neutralising antibodies, nAb] e tasso di sierorisposta [seroresponse rate, SRR] soddisfano i criteri prespecificati di non inferiorità (sia per GMC che per SRR) rispetto a quelli misurati in seguito a completamento del ciclo primario con Spikevax 100 microgrammi in un sottogruppo di giovani adulti (da 18 a 25 anni) nello studio pivotal sull'efficacia negli adulti.
In una fase in aperto di questo studio, i partecipanti di età compresa tra 12 e 17 anni hanno ricevuto una singola dose di richiamo almeno 5 mesi dopo aver completato il ciclo primario (due dosi ad 1 mese di distanza). La popolazione dell'analisi di immunogenicità primaria comprendeva 257 partecipanti con dose di richiamo in questo studio e un sottogruppo casuale di 295 partecipanti dallo studio nei giovani adulti (di età compresa tra ≥18 e ≤25 anni) che avevano precedentemente completato un ciclo primario di vaccinazione di due dosi di Spikevax ad 1 mese di distanza. Entrambi i gruppi di partecipanti inclusi nella popolazione di analisi non avevano evidenza sierologica o virologica di infezione di SARS-CoV-2 rispettivamente prima della prima dose del ciclo primario e prima della dose di richiamo.
Il GMR della GMC della dose di richiamo al giorno 29 negli adolescenti rispetto ai giovani adulti: GMR al giorno 57 era 5,1 (IC al 95%: 4.5; 5.8), e sono stati soddisfatti i criteri di non inferiorità (cioè limite inferiore dell'IC al 95% >0.667 (1/1.5); stima puntuale ≥0.8); la differenza in SRR era 0.7% (IC al 95%: -0.8; 2.4), e sono stati soddisfatti i criteri di non inferiorità (limite inferiore del 95% della differenza in SRR >-10%).
Nei 257 partecipanti, la GMC di nAb pre-richiamo (dose di richiamo-giorno 1) era 400.4 (IC al 95%: 370.0; 433.4); al giorno 29 della dose di richiamo il GMC era 7'172.0 (IC al 95%: 6'610.4; 7'781.4). Il GMC post-richiamo al giorno 29 della dose di richiamo era circa 18 volte quello del GMC pre-richiamo, dimostrando la potenza della dose di richiamo negli adolescenti. Il SRR era 100 (IC al 95%: 98.6; 100.0).
I criteri di successo prespecificati per l'obiettivo primario di immunogenicità sono stati soddisfatti, permettendo quindi la deduzione dell'efficacia del vaccino dallo studio negli adulti.
Somministrazione concomitante di Spikevax con il vaccino antinfluenzale quadrivalente ad alto dosaggio Fluzone
In uno studio clinico descrittivo, in aperto, randomizzato (Studio QHD00028, NCT04969276), adulti di età compresa tra ≥65 anni hanno ricevuto il vaccino antinfluenzale quadrivalente ad alto dosaggio Fluzone da solo (n=92) o contemporaneamente (n=99) con una dose di richiamo di Spikevax (originale, 100 μg) almeno cinque mesi dopo la seconda dose di immunizzazione primaria. Un terzo gruppo ha ricevuto solo la dose di richiamo di Spikevax (100 μg, n = 105). Non c'era alcun indizio di un'interferenza nella risposta immunitaria al vaccino antinfluenzale quadrivalente ad alto dosaggio o a Spikevax quando somministrato in concomitanza.
Somministrazione concomitante di Spikevax con il vaccino antinfluenzale quadrivalente a dose standard Fluarix
In uno studio clinico randomizzato in aperto (NCT05047770, Studio 217670), 988 adulti di età compresa tra ≥18 anni hanno ricevuto una dose di richiamo di Spikevax (originale, 50 μg) e un vaccino antinfluenzale quadrivalente a dose standard contemporaneamente (n = 498) o in sequenza a intervalli di due settimane (n = 497). Sono state osservate risposte anticorpali simili a entrambi i vaccini, indipendentemente dal fatto che siano stati somministrati contemporaneamente o in sequenza. Inoltre, è stata dimostrata una non-inferiorità immunologica tra somministrazione concomitante e sequenziale per il GMC (concentrazione media geometrica) degli anticorpi anti-proteina S per Spikevax (originale, 50 μg) e per il GMT degli anticorpi di inibizione dell'emoagglutinazione (HI) per tutti e quattro i ceppi di Fluarix.
Somministrazione concomitante di Spikevax con il vaccino contro l'herpes zoster (fuoco di Sant'Antonio) Shingrix
In uno studio clinico randomizzato in aperto (NCT05047770, Studio 217670), 515 adulti di età compresa tra ≥50 anni hanno ricevuto una dose di richiamo di Spikevax (originale, 50 μg) e due dosi di Shingrix (a 56 giorni di intervallo). Spikevax è stato somministrato in concomitanza con la prima dose di Shingrix (n=257) o in sequenza a intervalli di due settimane (n=258). Entrambi i vaccini hanno prodotto una risposta anticorpale simile, indipendentemente dal fatto che siano stati somministrati in concomitanza o in sequenza. Inoltre, è stata dimostrata una non-inferiorità immunologica tra somministrazione sequenziale e concomitante sia per il GMC degli anticorpi anti-proteina S per Spikevax (50 μg) che per il GMC degli anticorpi anti-glicoproteina E per Shingrix.
Farmacocinetica
Assorbimento
Non applicabile.
Distribuzione
Non applicabile.
Metabolismo
Non applicabile.
Eliminazione
Non applicabile.
La valutazione delle proprietà farmacocinetiche non è necessaria per i vaccini.
Dati preclinici
Spikevax non è stato valutato per la cancerogenicità o l'infertilità maschile negli animali. Data la somministrazione a breve termine di Spikevax, non sono necessari studi a lungo termine sugli animali per valutare il potenziale cancerogeno di Spikevax.
Tossicologia animale
La somministrazione intramuscolare di Spikevax (o di altri vaccini sperimentali a mRNA di Moderna), utilizzando la stessa formulazione, ogni 2 settimane, fino a 4 dosi nei ratti a dosi comprese tra 9 e 150 µg/dose ha causato eritema ed edema transitori nella sede di iniezione, aumenti della temperatura corporea e una risposta infiammatoria sistemica generalizzata. Sono state osservate variazioni transitorie e reversibili nei test di laboratorio (compresi aumenti degli eosinofili, tempo di tromboplastina parziale attivata e fibrinogeno). È stata osservata una vacuolizzazione transitoria degli epatociti e/o ipertrofia delle cellule di Kupffer, spesso senza aumenti degli enzimi epatici, ed è stata considerata secondaria alla risposta infiammatoria sistemica. In generale, tutte le alterazioni si sono risolte entro 2 settimane.
Mutagenicità
SM-102, una componente lipidica proprietaria di Spikevax, non è genotossico nella mutagenicità batterica e nei saggi di aberrazione cromosomica dei linfociti del sangue periferico umano. Sono stati condotti due test del micronucleo in vivo per via endovenosa con terapie a mRNA utilizzando la stessa formulazione di nanoparticelle lipidiche (LNP) di Spikevax. I risultati equivoci osservati a concentrazioni sistemiche elevate sono stati probabilmente determinati dalla formazione di micronuclei secondari a una temperatura corporea elevata indotta da una risposta infiammatoria sistemica causata dall'LNP. Il rischio genotossico per gli esseri umani è considerato basso a causa dell'esposizione sistemica minima a seguito della somministrazione intramuscolare, della durata limitata dell'esposizione e dei risultati negativi in vitro.
Tossicità per la riproduzione
In uno studio sulla tossicità dello sviluppo, una formulazione vaccinale di 0.2 ml, contenente la stessa quantità di mRNA (100 microgrammi) e altri componenti inclusi in una singola dose umana di Spikevax è stata somministrata per via intramuscolare a femmine di ratto in quattro occasioni: nei giorni 28 e 14 prima dell'accoppiamento e nei giorni 1 e 13 della gestazione. Risposte di anticorpi al SARS-CoV-2 erano presenti nelle future madri da prima dell'accoppiamento fino alla fine dello studio (il giorno 21 dell'allattamento) nonché nei feti e nella prole.
Non ci sono stati effetti indesiderati associati al vaccino sulla fertilità femminile, sulla gravidanza né sullo sviluppo embriofetale o postnatale della prole. Non sono disponibili dati sul trasferimento placentare o sull'escrezione nel latte materno del vaccino a mRNA-1273.
Dati farmacologici e di efficacia sugli animali
Sono state condotte valutazioni farmacologiche non cliniche in topi wild-type giovani e anziani (ceppi Balb/c, C57/BL6 e C4B6), criceti siriani dorati e primati non umani (rhesus macaques, NHP) al fine di testare l'immunogenicità di Spikevax e la protezione dal SARS-CoV-2. Questi studi non clinici hanno dimostrato che Spikevax era tollerato, immunogenico, ha protetto gli animali vaccinati a livelli di dosaggio di 1 µg/dose in topi e criceti e 30 µg/dose in NHP dalla replicazione del virus sia nel naso che nel tratto respiratorio inferiore dopo il challenge e non ha causato una malattia respiratoria potenziata (ERD) a livelli di dosaggio protettivi e sub-protettivi in questi modelli animali. Inoltre, sono state misurate le risposte attivate dalle cellule T CD4 del tipo 1 (Th1) in tutte le specie animali e una robusta risposta CD8 è stata misurata nei topi.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Questo medicamento non deve essere miscelato con altri medicamenti né diluito.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
La siringa preriempita Spikevax XFG può essere conservata in frigorifero tra 2°C e 8°C per un massimo di 30 giorni prima dell'uso.
Il tempo totale di conservazione dopo la rimozione dalla cella frigorifera non deve superare le 24 ore a una temperatura compresa tra 8°C e 25°C.
Precauzioni particolari per la conservazione
Conservare in congelatore (a temperature tra -50°C e -15°C).
Non conservare a temperature inferiori a -50°C.
Non ricongelare Spikevax XFG siringhe preriempite dopo averlo scongelato.
Conservare la siringa preriempita nella scatola originale per proteggere il contenuto dalla luce.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Condizioni di conservazione dopo lo scongelamento
Durante il periodo di validità di 9 mesi, il vaccino è stabile per 30 giorni se conservato a una temperatura compresa tra 2°C e 8°C e al riparo dalla luce. Al termine del periodo di 30 giorni, il vaccino deve essere usato immediatamente o eliminato (vedere la sezione «Precauzioni particolari per la conservazione»).
Una volta scongelato, il vaccino non deve essere ricongelato.
Quando il vaccino è portato a una temperatura compresa tra 2°C e 8°C, la nuova data di scadenza a una temperatura compresa tra 2°C e 8°C deve essere riportata sull'imballaggio esterno.
Se il vaccino viene ricevuto a una temperatura compresa tra 2°C e 8°C, deve essere conservato a una temperatura compresa tra 2°C e 8°C. La nuova data di scadenza a 2°C - 8°C del prodotto consegnato scongelato è indicata su un'etichetta posta sull'imballaggio esterna. Assicurarsi che la data di scadenza (EXP) per la conservazione congelata tra -50°C e -15°C stampata sull'imballaggio esterna e sulla siringa preriempita non sia coperta.
Le siringhe preriempite possono essere conservate a una temperatura compresa tra 8°C e 25°C per un massimo di 24 ore dopo che sono state tolte dal frigorifero. Durante questo periodo, le siringhe preriempite possono essere maneggiate in condizioni di luce ambientali. Non refrigerare dopo la conservazione a 8 °C – 25 °C. Smaltire la siringa se non viene utilizzata entro questo periodo.
Trasporto di siringa preriempita scongelati allo stato liquido a 2°C - 8°C
Se non è possibile effettuare un trasporto tra -50°C e -15°C, secondo i dati disponibili è possibile trasportare uno o più siringhe preriempite con vaccino allo stato liquido a una temperatura compresa fra 2°C e 8°C. Il contenitore deve essere compatibile con temperature comprese fra 2°C e 8°C. La spedizione deve essere effettuata in normali condizioni di traffico stradale e aereo con riduzione al minimo di scosse e vibrazioni. Dopo lo scongelamento e il trasporto dello Spikevax XFG allo stato liquido a una temperatura compresa fra 2°C e 8°C i siringhe preriempite non possono più essere ricongelati e devono essere conservati fino all'utilizzo a una temperatura compresa fra 2°C e 8°C.
Indicazioni per la manipolazione
Spikevax XFG è una dispersione di colore da bianco a biancastro. Ispezionare visivamente i siringhe preriempite Spikevax XFG per verificare la presenza di particelle estranee e/o alterazioni del colore prima della somministrazione. Se esiste una di queste condizioni, il vaccino non deve essere somministrato.
Non agitare né diluire il contenuto della siringa preriempita.
Ogni siringa preriempita è esclusivamente monouso. Una volta scongelato, il vaccino è pronto all'uso.
Verificare che il nome del prodotto della siringa preriempita sia Spikevax XFG.
Con ogni siringa preriempita è possibile somministrare una (1) dose di 0.5 ml.
Spikevax XFG è fornito in una siringa preriempita monodose (senza ago) contenente 0.5 ml (50 microgrammi SARS-CoV-2 XFG mRNA) di mRNA e deve essere scongelato prima della somministrazione.
Scongelare ogni siringa preriempita prima dell'uso seguendo le istruzioni riportate di seguito. Le siringhe possono essere scongelate nella scatola stessa, in frigorifero o a temperatura ambiente (Tabella 4).
Tabella 4. Istruzioni per lo scongelamento delle Spikevax XFG
Configurazione | Istruzioni per lo scongelamento e durata dello scongelamento | |||
Temperatura di scongelamento (in frigorifero) | Durata dello scongelam ento | Temperatura di scongelament o (a temperatura ambiente) | Durata dello scongelamento | |
1 siringa preriempita nella scatola | 2ºC – 8ºC | 100 minuti | 15ºC – 25ºC | 40 minuti |
10 siringhe preriempite nella scatola | 2ºC – 8ºC | 160 minuti | 15ºC – 25ºC | 80 minuti |
Istruzioni per la manipolazione delle siringhe preriempite Spikevax XFG
- Non agitare.
- La siringa preriempita deve essere controllata visivamente per la presenza di particelle e scolorimento prima della somministrazione.
- Spikevax XFG è una dispersione di colore da bianco a biancastro. Non somministrare il vaccino se presenta scolorimento o contiene particolato.
- Gli aghi non sono inclusi nelle scatole delle siringhe preriempite.
- Usare un ago sterile della misura adatta per l'iniezione intramuscolare (aghi da 21 gauge o più sottili).
- Rimuovere la capsula in verticale ruotandolo in senso antiorario fino a quando non si stacca. Rimuovere la capsula di chiusura con un movimento lento e costante. Evitare di tirare la capsula mentre lo si gira.
- Inserire l'ago girando in senso orario fino a fissarlo saldamente alla siringa.
- Togliere il cappuccio dall'ago quando si è pronti per la somministrazione.
- Somministrare l'intera dose per via intramuscolare.
Le siringhe riempite possono essere maneggiati alla luce diurna.
Particolari precauzioni per lo smaltimento e altre indicazioni per la manipolazione
Qualsiasi vaccino o materiale di scarto inutilizzato deve essere smaltito in conformità ai requisiti locali.
Il vaccino deve essere preparato e somministrato da personale medico addestrato, operando in condizioni asettiche per garantire la sterilità della dispersione.
Numero dell'omologazione
70847 (Swissmedic) Spikevax XFG, siringa preriempita
Titolare dell’omologazione
Moderna Switzerland GmbH, Basilea
Stato dell'informazione
Giugno 2026
Confezioni
32553 — 11/08/2026